Diabete urbano, è epidemia: gli errori da non commettere

Aghi da insulina dall'estero e di scarsa qualit

In particolare, i pazienti diabetici vivono soprattutto nelle metropoli [VIDEO], e in questi ultimi tempi si sta parlando di una vera e propria epidemia, poiché pare che nelle grandi città viva un diabetico su due. Questo dato è stato messo in evidenza durante il 27mo congresso della Società italiana di diabetologia (Sid). L'International Diabetes Federation (IDF) prevede che nel 2045 i tre quarti della popolazione diabetica vivranno nelle metropoli o in città. In Italia, secondo l'Istat, le persone con diabete sono 3,27 milioni, di cui il 52% risiede nelle 14 Città metropolitane. "Inoltre, si sta assistendo ad un incremento dell'obesità in coloro che vivono in aree urbane".

Gili esperti sottolineano che è importante evitare o comunque ridurre in maniera significativa proprio la presenza dei grassi nella dieta per diminuire il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

All'interno dell'area metropolitana di Roma, la prevalenza di diabete varia fra il 5,9 per cento e il 7,3 per cento nei vari distretti sanitari. Nei distretti a più alta prevalenza di diabete è risultata più alta la percentuale di soggetti che si muovono con mezzi privati, mentre è inferiore la quota di residenti che si muovono a piedi o in bicicletta. Esso viene inserito in pochi minuti, in un seduta ambulatoriale: viene posizionato sulla parte superiore del braccio, con una piccola incisione millimetrica eseguita in anestesia locale."Il buon controllo glicemico è fondamentale per la prevenzione delle complicanze del diabete e degli scompensi metabolici acuti: per questo le persone con diabete necessitano di un'attenta e costante misurazione della glicemia attraverso sistemi che devono essere precisi e affidabili" spiega a margine del convegno Elisabetta Lovati, dirigente medico di primo livello, specialista in Endocrinologia e diabetologa al Policlinico San Matteo di Pavia.

Dalla ricerca emerge inoltre che, "in condizioni di vulnerabilità socio-culturale - prosegue Nicolucci - il diabete non solo è più frequente, ma insorge anche più precocemente". L'analisi effettuata su Roma rappresenta a tutti gli effetti un nuovo modo di considerare una patologia cronica quale è il diabete come una rete di complesse interazioni fra caratteristiche individuali, socio-culturali eambientali e per questo il modello sarà ora esportato alle altre aree metropolitane Italiane. "Proprio per sensibilizzare le istituzioni ed i cittadini - conclude Sesti - la Società ha aderito al progetto Cities Changing Diabetes, allo scopo di promuovere stili di vita virtuosi".

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