Caso Cucchi: Carabiniere accusa i colleghi

Cucchi, carabiniere racconta in aula: 'Un collega mi disse che era stato massacrato'

La deposizione di Riccardo Casamassima, maresciallo dei carabinieri, ha fatto riaprire il caso sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra romano deceduto nell'ottobre 2009 all'ospedale Sandro Pertini, una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga. Il carabiniere ha rilasciato queste dichiarazioni davanti alla prima corte di Assise di Roma nella giornata di ieri, ribadendo quanto già aveva dichiarato al PM Giuseppe Musarò e al procuratore Giuseppe Pignatone nell'estate del 2015. "Me lo disse una mattina dell'ottobre del 2009, senza fare il nome degli autori, un preoccupatissimo maresciallo Roberto Mandolini (da poco alla guida della stazione Appia, ndr), portandosi la mano sulla fronte e precipitandosi a parlare con il comandante Enrico Mastronardi della stazione di Tor Vergata". "Seppi da quella che è poi diventata la mia compagna, Maria Rosati, e che assistette al colloquio perché fungeva da autista di Mastronardi che stavano cercando di scaricare le responsabilità dei carabinieri sulla polizia penitenziaria. Lei capì il nome Cucchi ma poiché la vicenda non era ancora nota, deduco che quando ci fu questo colloquio il ragazzo fosse ancora vivo". Casamassima ha aggiunto anche di avere suggerito al maresciallo Mandolini nell'ottobre 2016 durante un incontro di andare "dal pm a dire le cose che sai".

Le dichiarazioni di Casamassima hanno consentito alla Procura di approfondire l'indagine bis sulla morte di Stefano Cucchi e di imputare cinque militari dell'Arma, per reati che vanno dall'omicidio preterintenzionale al falso. "Lo aveva visto la notte dell'arresto quando Cucchi venne portato a Tor Sapienza" racconta Casamassima. "Ogni volta che entro in quest'aula ho la pelle d'oca, ma ci stiamo avvicinando alla verità". riproduzione riservata ®.

In realtà Casamassima lo apprese nei giorni successivi, riferito direttamente dal maresciallo Sabatino Mastronardi, il figlio del comandante e proprio a tal riguardo disse: "Venne in caserma ed ebbi con lui uno scambio confidenziale: si portò la mano sulla testa e, parlando della morte di Cucchi, disse che non aveva mai visto una persona così messa male". Gli dissi anche che la Procura stava andando avanti e che aveva in mano una serie di elementi importanti per fare luce su quanto accaduto. "Il pm ce l'ha a morte con me". Tedesco è accusato anche di falso e calunnia Roberto Mandolini, mentre della sola calunnia risponde Vincenzo Nicolardi. E lui raccontò che la sera dell'arresto di Stefano era stata piacevole e che Stefano era stato simpatico. "Oggi mi trovo ad ascoltare tutta un'altra storia, dopo che per anni io e la mia famiglia abbiamo rincorso verità", ha commentato Ilaria Cucchi nel corso del processo, aggiungendo: "Io ritengo Mandolini il principale responsabile morale di questi anni di attesa della verità". "Che per aver mantenuto il giuramento di fedeltà a difesa della Costituzione e dei più deboli, venga promosso e trasferito ad altro incarico".

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