Arresto Montante: indagato anche l'assessore Schifani

Arresto Montante cominciati interrogatori davanti al Gip

Schifani avrebbe rivelato notizie coperte da segreto - apprese dall'ex direttore dell'Aisi Esposito che a sua volta le aveva avute da altri appartenenti alle forze di polizia - relative all'inchiesta che ha portato all'arresto di dell'ex presidente di Sicindustria Montante. In particolare, avrebbe riferito al docente universitario Angelo Cuva (indagato) che il colonnello Giuseppe D'Agata era indagato nel procedimento. Renato Schifani - secondo diverse fonti - è indagato per rivelazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento.

Il professore Angelo Cuva è docente di diritto tributario all'università di Palermo; Maurizio Bernava, messinese ex segretario confederale della Cisl e attuale dirigente di Fondimpresa, è stato in passato segretario regionale dello stesso sindacato in Sicilia; gli imprenditori Andrea e Salvatore Calì sono titolari di un'azienda che avrebbe effettuato bonifiche negli uffici di Montante: Alessandro Ferrara è responsabile del reparto analisi dell'Aisi; Carlo La Rotonda è direttore di Reti d'imprese di Confindustria; Letterio Romeo, messinese è l'ex comandante del reparto operativo dei Carabinieri di Caltanissetta e poi capo Dia A Messina, indagato per vicende della sezione Fallimentare ( a Reggio Calabria); Salvatore Mauro è un tecnico; Vincenzo Mistretta viene indicata come persona vicina a Montante che avrebbe cercato di contattare persone che dovevano essere ascoltate dalla Procura. Ed è a questo punto che entra in gioco Schifani. Cavacece, sostiene sempre l'accusa, a sua volta avrebbe rivelato che vi erano intercettazioni nei confronti di Montante sia al suo capo, il generale Esposito, sia a D'Agata. "Non ne so niente", ha detto Schifani interpellato dai cronisti sulle notizie provenienti da Caltanissetta. L'ex presidente del Senato "rivelava a Cuva la notizia, veicolata dal Grassi ed appresa dal generale Esposito, che D'Agata fosse indagato". L'accusa di favoreggiamento, con Cuva, fa invece riferimento al fatto che i due "aiutavano Montante e D'Agata ad eludere le investigazioni che la procura della Repubblica di Caltanissetta stava eseguendo sul loro conto".

"Apprendo con stupore - commenta Schifani in una nota - l'indagine a mio carico riguardo una mia presunta condotta, che è assolutamente inesistente. Rivendico, infine, che non ho mai avuto alcuna amicizia o frequentazione con il signor Montante, a dimostrazione dell'assoluto disinteresse nei confronti di quest'ultimo".

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