Gli inquirenti: "Azione pianificata. Il pilota in missione suicida"

Un momento della commemorazione lo scorso marzo per i 4 anni della scomparsa del volo MH270 in Malesia

Non sarebbe precipitato quindi per un incidente o per un attacco terroristico, ma la tragedia sarebbe il tragico epilogo di una "missione suicida pianificata a lungo", come nel caso del volo Germanwings che si schiantò sulle Alpi il 25 marzo 2015. Le dichiarazioni sono state fatte durante la trasmissione televisiva australiana "60 minutes Australia", durante la quale è intervenuto anche Martin Dolan, l'uomo che per due anni ha guidato le ricerche sottomarine dell'aereo.

Come è noto, i dati satellitari indicano che l'aereo, partito da Kuala Lumpur, ha finito il carburante ed è precipitato nell'Oceano Indiano, a ovest dell'Australia, a migliaia di chilometri da Pechino, la sua prevista destinazione. È questa la convinzione del team di inquirenti che ha cercato di risolvere il mistero della sparizione del Boeing 777. Che potrebbe essere stato usato da Zaharie Amad Shah per esercitarsi a invertire la rotta.

Secondo l'esperto e i suoi colleghi il capitano Shah ha volato 115 miglia oltre il punto che si ritiene avesse raggiunto. "Si stava suicidando e sfortunatamente stava uccidendo tutti gli altri a bordo e lo ha fatto deliberatamente", ha aggiunto. "Nessuno lo ha fatto".

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