Cannes 2018, Lars Von Trier scandalizza il pubblico in sala

Kirsten Dunst ascolta sorpresa le dichiarazioni di Lars von Trier

Grande attesa al Festival di Cannes per il ritorno del figliol prodigo Lars von Trier con il film fuori concorso 'The House That Jack Built' che si annuncia scandalosamente violento. Una giustificazione-provocazione, ovviamente. Il regista inserisce un po' di roba per far parlare: strangolamenti, colpi di crick in faccia, seni amputati e trasformati in portafogli, cadaveri di bambini messi seduti per fare un pic nic con la mamma (viva).

Il regista danese, tornato sulla Croisette dopo le dichiarazioni scomode del 2011, ha portato in sala un film che si preannunciava molto forte, visto che anche il biglietto d'ingresso riportava un avvertimento agli spettatori per diverse scene violente.

Nel cast oltre a Dillo anche Uma Thurman, Siobhan Fallon Hogan, Sofie Gråbøl e Riley Keough che interpretano alcune delle vittime di Jack. La giustificazione, in verità ("le donne sono più collaborative") non è un granché.

Ma la vera provocazione vorrebbe essere appunto la rivendicazione di poetica: l'arte, proclama il killer in cui von Trier si identifica, va al di là del bene e del male, se ne infischia della morale eccetera.

Però, come ormai capita sempre più spesso coi suoi film, non ci si arrabbia nemmeno. "Ora ho fatto un film su un uomo negativo".

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