Uber: nel 2020 i primi taxi volanti, accordo con la Nasa

Black woman sitting inside private jet airplane and holding digital tablet

Durante il summit, Uber ha annunciato una partnership con E-One Moli (Moli) per lo sviluppo di batterie per i VTOL.

Dopo che il co-founder di Google ha portato alla luce le sue intenzioni circa un futuro taxi volante da commercializzare inizialmente in Nuova Zelanda ci si sposta letteralmente nel contesto Uber per abbracciare un evoluto prototipo di velivolo che al momento appare come un drone munito di diversi rotori da utilizzarsi per il decollo e l'atterraggio verticale con fusoliera simile a quella di un aereo.

Con questi dati, la Nasa progetta di simulare un piccolo aereo che trasporta passeggeri attraverso la zona di Dallas-Fort Worth.

È semplicissimo. Basterà inserire la destinazione scelta nell'app Uber Air Network e subito una vettura ti accompagnerà al più vicino skyport: "l'aeroporto" per droni.

Una realtà che non vedremo tra decine di anni, ma che sarà in azione nel giro di 5 anni: Los Angeles, Dallas e Dubai inizieranno i primi test già nel 2020. Un gruppo di velivoli nati dalla volontà dell'azienda di trasporto di realizzare una flotta di taxi volanti elettrici, poco rumorosi e in grado di decollare e atterrare verticalmente.

Dallo scorso anno controllata di Boeing, Aurora Flight Sciences è specializzata in sistemi di aviazione autonomi.

Già nel 2016, l'azienda californiana aveva mostrato un progetto di macchina volante, da integrare nel suo business nel prossimo futuro, preparandosi per quando le strade non saranno più necessarie per gli spostamenti quotidiani.

Anche Pipistrel Aircraft, con sede in Slovenia, ha sfruttato l'occasione dell'evento Elevate per rinnovarsi come "Pipistrel Vertical Solutions".

Il consiglio umile che ci sentiamo di dare a Uber è di concentrarsi, per ora ai veicoli senza pilota, che evidentemente necessitano ancora di molta sperimentazione, dato il numero di incidenti che hanno causato, e lo facciano senza la fretta che contraddistingue la schizofrenia del mondo globalizzato, perché altrimenti difficilmente troveranno clienti disposti a farsi accompagnare in cielo da un mezzo che si guida da solo.

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