"L'aborto è femminicidio", esplode lo scontro sui manifesti pro vita: "Manifesti vergognosi"

“L'aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo”: i manifesti provocazione della destra prolife

Questo il manifesto affisso a Roma col quale è partita la campagna di CitizenGO #stopaborto in preparazione della Marcia per la Vita di sabato 19 maggio nella Capitale.

Via Twitter invece sempre CitizenGo ha postato: "ABORTO È LA PRIMA CAUSA DI FEMMINICIDIO NEL MONDO. Negli ultimi anni - prosegue - le istituzioni hanno denunciato con sempre maggior forza il fenomeno dei 'femminicidi´ e della violenza sulle donne, ma ci si dimentica di dire che la prima causa di morte per milioni di bambine (così come di bambini) nel mondo è l'aborto, che provoca anche gravissime conseguenze psicologiche e fisiche per le donne che lo praticano".

"Rivendichiamo il diritto di opinione ed espressione tutelato dalla Costituzione", scrive in una nota l'organizzazione che nella definizione dei suoi principi parte da "una visione cristiana dell'essere umano e dell'ordine sociale". "Il manifesto comparso oggi in diversi municipi romani rappresenta l'ennesimo attacco alla libertà di scelta delle donne". Secondo fonti di vari media, il manifesto è a cura di una campagna tramite il movimento di attivisti pro life CitizenGo in occasione del 40esimo anniversario dell'approvazione della legge 194 che ha reso legale in Italia la possibilità di abortire. Delle verità scientifiche che evidentemente hanno dato molto fastidio agli intolleranti del politicamente corretto, con in testa Monica Cirinnà, che evidentemente non sopporta che le donne siano informate.

L'11 aprile 2016, il Comitato europeo dei diritti sociali, un organismo del Consiglio d'Europa, ha condannato l'Italia per aver violato il diritto alla salute delle donne che vogliono abortire, riconoscendo che esse incontrano "notevoli difficoltà" nell'accesso ai servizi d'interruzione di gravidanza, anche per l'alto numero di medici obiettori di coscienza. "Ora abbiamo una ampia campagna in tutta Italia, perché per ogni manifesto strappato si alzeranno migliaia di nuovi manifesti, iniziative, marce".

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