Una mano robot dalla presa perfetta

Mano robotica: ecco Hannes, la mano che piega le dita come quella naturale

Il progetto è stato portato avanti dal laboratorio Rehab Technologies, istituito congiuntamente nel 2013 da ITT e Inail, e il suo nome è un tributo al professor Johannes Schmidl, mancato nel 1996 dopo essere stato direttore tecnico del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, conosciuto proprio per le continue ricerche sulle protesi, inaugurate nel 1965. È stata studiata e lanciata in Italia da Rehab Technolgies Lab, un laboratorio nato nel 2013 grazie alla collaborazione appunto tra Inail e Istituto Italiano di Tecnologia.

Conformazione, peso e qualità dei movimenti di Hannes sono il più possibile equiparabili a quelli di una mano reale, per far sì che le persone amputate percepiscano la protesi come una parte di sé e non come un elemento estraneo.

Le dita sono in grado di replicare una postura naturale anche a riposo, e l'utilizzo di un solo motore influenza positivamente anche la durata della batteria, che vanta un'autonomia di circa un giorno. Il sistema comprende, inoltre, un polso che può piegarsi in cinque posizioni e attuare la prono-supinazione attiva, permettendone il movimento rotatorio in entrambe le direzioni.

Il nuovo meccanismo alla base del movimento delle dita, della forza e del tipo di presa è stato brevettato dal team IIT-Inail, che conferisce alla mano protesica la capacità di afferrare gli oggetti adattandosi alla loro forma e di resistere alle eventuali sollecitazioni esterne.

La mano, che può sollevare fino a 15 chili ma anche manipolare oggetti di piccole dimensioni come ad esempio un chiodo, ha un sofisticatissimo sistema di controllo di tipo mioelettrico, in grado cioè di sfruttare gli impulsi elettrici provenienti dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell'arto, che vengono poi interpretati grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale.

Una tecnologia straordinaria che permetterà ai pazienti di comandare la mano robotica semplicemente pensando ai movimenti naturali.

Durante la presentazione di questa protesi hi-tech ha parlato Marzo Zambelli che aveva sperimentato nel 2015 l'altra invenzione di Inail e Iit, la mano a tre dita.

Di derivazione robotica, è stata sviluppata dal Rehab Technologies Lab. Oltre ai presidenti e direttori generali dell'Inail (Massimo De Felice e Giuseppe Lucibello) e dell'ITT (Gabriele Galateri di Genola e Roberto Cingolani), hanno partecipato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, e il direttore generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, Andrea Urbani, in vece del ministro Beatrice Lorenzin. A questo punto - ha concluso - abbiamo un cammino davanti che volgiamo perseguire. Il dispositivo, che ha ottenuto il marchio Ce come prodotto di classe 1, è stato realizzato in due taglie e in versione destra e sinistra.

Ma in cosa differisce Hannes dalle protesi già in circolazione? Anche l'occhio vuole la sua parte: sarà possibile scegliere tra una vasta gamma di soluzioni cosmetiche e rivestimenti sia per uomini sia per donne. Si tratta di una collaborazione che ha un grande contenuto, scientifico e umano: "aiuta le persone a ricostruire una condizione di vita migliore, affermando l'idea che e' giusto sostenere nel reddito le persone che hanno difficolta' ma tutti insieme bisogna lavorare per cambiarne la condizione".

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