Petrolio è tornato sopra i 70 dollari al barile

Brent luglio grafico giornaliero

"Sembra che i meccanismi della burocrazia di Washington stiano girando verso una ritorno delle sanzioni", scrive in una nota l'analista di RBC Capital Markets Helima Croft, aggiungendo che "la natura extraterritoriale delle sanzioni statunitensi, che riguardano energia, costruzioni navali, finanza, commercio, assicurazione, ecc., significa che. le esportazioni di petrolio dell'Iran potrebbero essere ridotte di 200.000-300.000 barili al giorno". Sotto il profilo delle condizioni e quindi quotazioni finanziarie, Ned Salter, Head of Research, Europe, di Fidelity International reputa che sia "molto utile guardare al prezzo spot. L'Arabia Saudita, inoltre, ha dichiarato di essere disposta a mitigare l'effetto di questa riduzione dell'offerta dovuta alle nuove sanzioni". "Le sanzioni favoriranno in ultima analisi le quotazioni petrolifere". Nel corso della seduta il futures ha toccato i massimi da novembre 2014 a 75,89 dollari al barile. Il 6 aprile il prezzo era di $67,11 al barile: un aumento di oltre il 10% in un lasso temporale brevissimo.

Il prezzo del petrolio sta letteralmente decollando grazie agli USA di Donald Trump e grazie ancora all'Iran.

Inoltre, dice sempre il manager, "anche la decisione di Trump di uscire dall'accordo con l'Iran, siglato durante l'amministrazione Obama, potrebbe influenzare l'andamento dei prezzi". Negli ultimi giorni diversi paesi dell'Opec, il cartello dei produttori, hanno espresso timori in merito al fatto che i bassi livelli di investimento attuali, determinati da prezzi che non vengono ritenuti allettanti, possano portare a carenze della produzione in futuro.

Più cauto è Christopher Gannatti, head of research di WisdomTree Europe. "Non sappiamo dove il prossimo flusso di tweet porterà l'attenzione dei mercati".

Fatta eccezione per Israele, è difficile che gli Usa riescano a convincere gli altri partner internazionali a partecipare alla reintroduzione delle sanzioni economiche e all'imposizione di altre misure punitive contro Teheran, dice Andersson.

A far risalire il prezzo del petrolio non ci sono solo Usa e Iran, perché anche il caso Venezuela pesa non poco.

Correlati:

Commenti


Altre notizie