Carige inverte la rotta, primo utile dopo 5 anni

Carige inverte la rotta, primo utile dopo 5 anni

Carige torna all'utile dopo cinque anni di rosso.

Nel primo trimestre del 2018, la Banca ha conseguito un utile pari a 6,4 milioni contro la perdita di 41,1 milioni nello stesso periodo del 2017. "E' estremamente importante per noi perchè il risultato raggiunto dà il segno del nostro lavoro a tutti, ai nostri dipendenti e al mercato".

Indicazioni che permettono all'istituto ligure, che lo scorso ottobre ha implementato il piano di rafforzamento patrimoniale comprendente anche un aumento di capitale da 544 milioni, di guardare con ottimismo al resto dell'anno.

I ricavi sono negativi su anno ma crescono su trimestre, come evidenzia la stessa banca in una nota, con proventi operativi per 135,2 milioni da 147,8 milioni di un anno prima, ma in rialzo del +18,5% rispetto all'ultimo trimestre del 2017.

I risultati positivi sul fronte dei ricavi di banca Carige derivano da una crescita, rispetto al trimestre precedente, del margine di interesse a 55,5 milioni, grazie a nuovi impieghi alla clientela nel trimestre per circa 150 milioni, "ottenuto - spiega la banca - grazie al focus della rete commerciale sui segmenti di clientela core (privati, Poe, small business e mid corporate a redditività superiore), sui quali la crescita è stata più marcata".

Sul fronte degli oneri di gestione, pari a 117,8 milioni (-9,5% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente), la banca continua la politica di gestione rigorosa dei costi, attraverso la significativa diminuzione delle spese per il personale, dovuta sia alla riduzione dell'organico di oltre 200 unità, sia alle misure di contenimento del costo del lavoro previste dall'accordo sindacale del 16 dicembre 2017. Queste mosse consentiranno all'istituto "di superare i target BCE 2019 gia' a fine 2018".

Dai dati risultano una normalizzazione del costo del rischio, che beneficia dell'intensa attività di derisking condotta nel secondo semestre 2017, con rettifiche su crediti drasticamente ridimensionate a 12,9 milioni (75,6 milioni nel primo trimestre 2017) e coverage su credito deteriorato cresciuto al 52,3% (47,7% a fine 2017) inclusi i write-offs, e la continuità nell'esecuzione del piano industriale 2017-2020.

A fine 2020, il Gruppo ha previsto un portafoglio di crediti deteriorati di un importo lordo pari a circa 2 miliardi (1 miliardo netto), in riduzione del 71,5% dai 7,3 miliardi di fine 2016.

Correlati:

Commenti


Altre notizie