Morte Cucchi, spuntano i depistaggi: modificate le note dei carabinieri

Nel corso del processo che vede imputati cinque carabinieri, tre dei quali accusati di omicidio preterintezionale di Stefano Cucchi, è emersa una verità allarmante: due note di servizio dei carabinieri circa lo stato di salute di Cucchi subito dopo l'arresto sono state modificate nel contenuto e quindi sono potenzialmente false. E gli stessi vertici fecero in modo affinchè la vicenda venisse presentata con una versione soft nelle varie informative destinate alle autorità giudiziarie.

Le anomali sarebbero presenti in due annotazioni di servizio, datate 26 ottobre del 2009 alle 18 e 40, dove il piantone di Tor Sapienza, Gianluca Colicchio, scrisse sull'arrivo di Cucchi, il 16, consegnato dal personale della stazione Roma-Appia e al suo trasferimento nella cella di sicurezza. Colicchio ha ricordato in aula perfettamente il report nel quale scriveva che Cucchi "dichiarava di avere forti dolori al capo, giramenti di testa, tremore e di soffrire di epilessia" ma non ha riconosciuto come sua l'annotazione (riportante uguale data e numero di protocollo) nella quale si legge che l'arrestato "dichiara di soffrire di epilessia, manifestando uno stato di malessere generale verosimilmente attribuito al suo stato di tossicodipendenza e lamentandosi del freddo e della scomodità della branda in acciaio". Il militare ha detto di ricordare "di avere fatto una sola relazione; la seconda è strana perché porta la mia firma, ma io non la ricordo. Cucchi riferiva di avere dei dolori al costato e tremore dovuto al freddo e di non poter camminare, veniva comunque aiutato a salire le scale.". "Mi disse che non l'avevano maltrattato, ma che lui era fatto così". Cucchi stava male, aveva ematomi agli occhi'. Versione confermata anche oggi in udienza. Passi di quel verbale finirono poi su un quotidiano e Schirone ha spiegato di essere stato convocato il giorno dopo dal colonnello Alessandro Casarsa, all'epoca comandante provinciale: "Mi chiese solo se le dichiarazioni riportate dalla stampa corrispondessero al mio pensiero".

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