Germania, 13enne ritrova il tesoro di re Aroldo I Dente Azzurro -2

Tredicenne trova su un'isola tedesca il tesoro di re Aroldo Dente Azzurro: risale ad un millennio fa

È quello del re vichingo Harald Bluetooth, "Araldo Dente Azzurro". Gli archeologi professionisti capirono subito che Luca e il suo insegnante si erano imbattuti in un reperto di grande valore storico - si trattava di una moneta - così decisero di organizzare una spedizione per setacciare a fondo il campo dell'isola tedesca (chiedendo ai due di non dire nulla a nessuno della loro scoperta). Nel mese di gennaio i due appassionati di archeologia stavano setacciando con un metal detector un terreno agricolo sull'isola di Rugen, nel nord della Germania, quando il dispositivo ha emesso il "beep" che ogni cacciatore di tesori spera di sentire. I ricercatori hanno setacciato in tutto un'area di 400 metri quadrati, ma non è escluso che nei terreni limitrofi possano trovarsi altri preziosissimi reperti. Schoen ha portato il giovane Luca presso l'istituto archeologico del Meclemburgo-Pomerania, e la stima riguardo l'età della moneta è stata ancor più sorprendente: ci sono voluti ben mille anni per rivedere la luce per la moneta, che potrebbe appartenere addirittura al leggendario re dei Vichinghi "Dente Azzurro", come veniva chiamato Aroldo I di Danimarca.

"Questo tesoro è la più grande scoperta di monete di Bluetooth nella regione meridionale del Mar Baltico ed è quindi di grande importanza", ha detto l'archeologo principale Michael Schirren. La moneta più antica del "bottino" è un dirham di Damasco risalente al 714 dC, mentre la più recente è un centesimo del 983 dC. È noto anche per aver lasciato la vecchia religione norrena introducendo il cristianesimo ma fu costretto a fuggire in Pomerania dopo una ribellione guidata dal figlio Sven Gabelbart. Anche il logo del Bluetooth è un omaggio a Harald, unendo infatti le rune nordiche che rappresentano le iniziali H. e B.

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