Fmi mantiene invariate stime crescita globale 2018 e 2019

La direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde

A metterlo nero su bianco il fondo monetario internazionale nel rapporto 'World Economic Outlook' - diffuso in occasione dei meeting di primavera di Fmi e Banca mondiale a Washington - in cui mantiene invariate le proprie stime di crescita per il 2018 e il 2019 a 3,9% per entrambi gli anni dopo la revisione al rialzo di gennaio. La crescita stimata è dell'1,5% nel 2018 e dell'1,1% nel 2019, ritoccando la previsione di quest'anno in leggero rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto a gennaio. Se si esclude il Giappone, l'economia del Belpaese è quella che cresce meno tra i Paesi del G7. "In Italia - scrivono gli economisti del Fondo -, una riforma delle contrattazioni per il salario consentirebbe una maggiore flessibilità a livello di impresa e dovrebbe aiutare ad allineare i salari con la produttività".

L'Fmi poi prevede un calo del tasso di disoccupazione italiano che, comunque, resta saldamente sopra il 10%.

Promossa anche l'Italia. Migliorano leggermente le prospettive del Fondo che stima una crescita dell'1,5%, per il 2018, e dell'1,1% per il 2019.

La crescita globale manterrà un ritmo stabile nel 2018 e nel prossimo anno, sostenuta da un commercio più solido e dallo stimolo fiscale americano, che si esaurirà però all'inizio del decennio 2020, mentre l'aumento di dazi potrebbe ledere la fiducia sui mercati e la produzione. Quanto all'inflazione quest'anno dovrebbe scendere all'1,1% del Pil.

Il Fmi si limita infatti a inserire l'Italia nel gruppo di Paesi che include Brasile, Colombia e Messico, dove l'incertezza politica potrebbe mettere a rischio l'implementazione delle riforme, ma sull'outlook globale di medio termine pesano soprattutto le incertezze geopolitiche.

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