Trapianto di fegato del padre salva la vita al figlio

Papà dona il 25 per cento del suo fegato al figlio piccolo e gli salva la vita

L'uomo ha così potuto letteralmente salvare la vita al suo bambino.

Va da sé che anche un trapianto da donatore vivente non è semplice. Chi potrebbe avere il coraggio di rinunciare a un organo? Così ci pensa il padre e il piccolo è salvo. La malattia, di origine sconosciuta, colpisce i neonati e causa l'infiammazione e l'ostruzione dei dotti biliari. Specie se di mezzo ci sono bimbi.

Alla fine la scelta della donazione ricade sul padre. La mamma, infatti, trascorreva molto tempo a occuparsi del secondo figlio e quindi non sarebbe stato facile fare l'intervento e passare giorni in ospedale. Un bimbo di nemmeno un anno di età è stato salvato dall'amore di suo padre. E' successo al Centro di chirurgia epatobiliare e trapianti di fegato dell'Azienda ospedaliera universitaria di Padova, diretta dal professor Umberto Cillo. Il trapianto di fegato da donatore vivente era l'unica speranza per il piccolo: a Padova non se ne facevano dal 1997, quando un ferroviere croato donò parte del suo fegato al figlio, colpito da tumore: il caso ebbe vasta risonanza mediatica, al punto che il ragazzino venne poi ricevuto dal Papa. Per arrivare all'obiettivo, il papà è rimasto ricoverato una settimana nella struttura ospedaliera, il bambino anche di più.

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