Statua censurata per non offendere i musulmani? A Savona scoppia la polemica

La statua “coperta”

E rimarca: "Noi rappresentiamo l'Islam moderato, non siamo integralisti".

È stato proprio il restauratore e artista (il dipinto rimosso è una sua opera, esposta nell'ambito di una mostra personale) a sollevare il caso: sul suo profilo Facebook ha infatti dichiarato che sarebbero stati i musulmani a chiedergli di coprire le opere.

La mostra d'arte prevedeva la presenza di diverse opere dell'artista Mario Capelli Steccolini, con diversi quadri e sculture, tra cui la "La morte di Epaminonda", opera dell'artista Giuseppe Dini.

Succede a Savona, e a denunciarlo è Mario Capelli Steccolini il pittore e scultore autore delle opere in mostra a Cairo Montenotte. In contemporanea, però, domenica il teatro ha ospitato un convegno della Comunità islamica della Liguria sul dialogo interreligioso: ospiti rappresentanti dei cattolici e delle istituzioni locali, sindaco compreso. "Ho coperto io la statua, ma soltanto per esigenze cerimoniali e per poche ore - ha spiegato negando di aver chiesto la rimozione del quadro - Stonava con l'ambientazione marocchina". "Alla faccia di chi ha detto che era una mia trovata pubblicitaria; hanno coperto Epaminonda!", ha scritto sulla sua pagina Facebook. E poi ha aggiunto: "Sia chiaro, Epaminonda è stato coperto dai musulmani per esigenze loro cerimoniali. L'amministrazione non ha colpe".

Diversa, però, la ricostruzione di Lahcen Chamseddine, presidente Federazione Islamica Liguria: "Il quadro non l'avevamo nemmeno visto, ed è stato l'artista che si è fatto avanti per toglierlo. Abbiamo posato il drappo sulla statua perché lì avevamo ricostruito l'antica cerimonia del tè".

Doveva essere un convegno sul dialogo interreligioso quello organizzato dalla confederazione islamica italiana insieme alla federazione islamica ligure, in un teatro di Cario Montenotte, nell'entroterra savonese, ma è presto diventato pretesto per polemiche sull'intolleranza fra differenti culture. A sua detta, inoltre, i rappresentanti della comunità islamica non avrebbero mai potuto avanzare alcuna richiesta per via della loro conclamata tolleranza. Il sindaco Paolo Lambertini, dalla sua, ha provato a minimizzare: "Se volete la verità, non mi sono nemmeno accorto del quadro sparito e della statua coperta; a noi come amministrazione pubblica non è stata avanzata nessuna richiesta di rimuovere opere d'arte né per motivi religiosi né per altro".

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