L'abbraccio del Papa a Emanuele: "Mio papà è in Cielo?"

Il Papa abbraccia Emanuele

"Chiediamo la grazia di essere una comunità gioiosa".

Stanno facendo il giro del mondo le immagini dell'abbraccio tra Papa Francesco e il piccolo Emanuele. È il secondo Pontefice che visita questa comunità dopo Giovanni Paolo II nel 1992. Domenica 15 aprile il Papa in visita alla parrocchia di San Paolo alla Croce nel quartiere alla periferia ovest della Capitale.

Da parte dei bambini, quattro domande. È bello che un figlio dica del suo papà "era bravo". Poi ha spiegato: "era un traditore della patria perchè dava i soldi agli occupanti, vendeva la patria ogni volta che faceva pagare le tasse". Matteo era un uomo disprezzato, traditore, ma quando Gesù lo ha chiamato, si alzo'. A una bambina dice: "Tutti siamo figli di Dio, tutti, anche i non battezzati, sì, anche quelli che credono in altre religioni, o che hanno idoli. Questo era uno dei peggiori e Gesù è riuscito a cambiarlo (...) Gesù è capace di cambiare il più cattivo e farne un evangelista, un apostolo e un santo". "E si' sono figli di Dio anche i mafiosi, che preferiscono comportarsi come figli del diavolo".

Dio - aggiunge il Papa - ha messo nel cuore di tutti gli uomini "la coscienza per conoscere il bene e distinguerlo dal male". E non all'inferno (si scoprirà dopo che la domanda completa comprendeva la specifica citazione del pericolo inferno per il papà di Emanuele). "Con il battesimo è entrato lo Spirito Santo e ha rafforzato la tua appartenenza a Dio". E Corviale non fa eccezione: coloro che qui lottano, vivono e testimoniano la loro fede. l'abbraccio del Papa è anche per loro. È quello che si sente quando c'è una vera chiamata del Signore. "Io - ha concluso il Papa - ho sentito pace".

Emanuele, invece, non riesce a fare la domanda. Il papà di Emanuele è da poco venuto a mancare, non era credente, anche se ha fatto battezzare i figli, e Emanuele si chiede se è in cielo. Ecco che cosa risponde Francesco (spiegando di avere chiesto il permesso a Emanuele di poter riportare pubblicamente la domanda, che il bambino gli ha sussurrato all'orecchio): "Magari potessimo piangere come Emanuele quando abbiamo un dolore nel cuore".

Quel papà "non aveva il dono della fede ma ha fatto battezzare i suoi figli, questo a Dio è piaciuto tanto". "Aveva il cuore buono, e lui ha il dubbio che il papà per non essere credente non potesse andare in cielo". Ha avuto il coraggio di farlo davanti a noi. Se quell'uomo è stato capace di fare figli così era un uomo bravo. Dio abbandona i suoi figli? Il Papa si recherà nella parrocchia di via Poggio Verde allo ore 16, presiederà la Messa delle 18 ed incontrerà i bambini del catechismo, gli anziani, gli ammalati, le persone indigenti del quartiere e confesserà anche tre parrocchiani. A raccontarlo, don Roberto Cassano, parroco di San Paolo della Croce. Lo sta ricevendo dal Papa in persona. Sono chilometri di scale, non c'è una ditta di pulizie, non c'è un portiere. "Ma ora è in cielo papà?". Hanno custodito e lavato per anni e anni le scale di questo quartiere che sono affidate alla gestione volontaria. "Significa che almeno qualcuno rispetta gli impegni". E voi conoscete le strade della vita, tante strade buone e non tanto buone, le sofferenze, le privazioni.

Agli anziani, malati e poveri Francesco ricorda che le persone più bisognose "sono al centro del Vangelo". "Ognuno ha il proprio dolore, ognuno ha la propria piaga". "Ma chi dice chi va in cielo è solo Dio". "Parla con tuo papà, prega con tuo papà".

Nell'omelia il Papa invita a essere gioiosi e ad accettare la verità della Resurrezione di Cristo nel cuore.

"Il peccato invecchia e rende duro il cuore". Lui piange per il papà. Quando ci accostiamo al sacramento della penitenza è per essere rinnovati, per ringiovanire.

Ancora uuna periferia di Roma per papa Francesco. Questa è la nostra vita, la nostra vera gioventù. La grazia di toccare Gesù risorto. Racconta di avere "sentito che Dio voleva quello". È sempre la gioia, la gioia che ci fa giovane.

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