Il presidente Macron: "Abbiamo le prove. Assad ha usato armi chimiche"

Le prove di Macron inchiodano Assad: “Utilizzate armi chimiche in Siria”

Sulla posizione da prendere, pesa molto quanto accaduto anni fa nell'attacco contro l'Iraq di Saddam Hussein: Tony Blair (allora Premier inglese) aveva rivelato la presenza senz'ombra di dubbio di armi chimiche, salvo confessare nel 2015 (ben 12 anni dopo la guerra del 2003 che portò alla fine del dittatore iracheno) di aver diffuso una notizia falsa, una fake news creata appositamente per spingere all'entrata in guerra. Su un eventuale intervento francese il presidente ha proseguito: "Avremo decisioni da prendere a tempo debito, quando riterremo più utile e più efficace".

Nel frattempo, il Consiglio di Gabinetto britannico ha dato il via libera al premier Theresa May di coordinarsi con Stati Uniti e Francia per una possibile azione militare in Siria.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha attaccato frontalmente il regime di Damasco: "Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime". Non usa mezzi termini il presidente Macron durante un'intervista di qualche ora fa tenuta da TF1. In ogni caso, gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto un ottimo lavoro per liberare la regione dall'ISIS .

Le autorità siriane hanno intanto annunciato l'arrivo sul terreno giovedì e venerdì di due gruppi esperti dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, incaricati di indagare sul sospetto attacco chimico. Le sue dichiarazioni sono state chiare: la Francia vuole "togliere la possibilità di utilizzare armi chimiche" ad Assad, parlando in modo inequivocabile del desiderio di cancellare l'opportunità, per la Siria, di effettuare altri interventi militari di questo genere.

Ancora incerta la posizione della Gran Bretagna, anche se avrebbe già mosso alcune navi per avvicinarle alla costa siriana nel Mediterraneo Orientale per fronteggiare qualsiasi evenienza, vista la presa di posizione di Usa e Russia. Poi ha reso noto che Londra parteciperebbe ad un'operazione militare contro la Siria, anche senza l'approvazione del parlamento di Westminster, secondo la Bbc. Oggetto di discussione è stato lo scenario attuale in Siria, "nella comune preoccupazione per i recenti attacchi con sostanze velenose e per il rischio di un'erosione del rispetto internazionale del bando delle armi chimiche". Ma non era questo che era stato richiesto all'Opcw, che si occupa di proibire e monitorare le armi chimiche, e quindi doveva soltanto stabilire se, come sosteneva l'intelligence britannica, era stato utilizzato un agente nervino sul territorio inglese, anche se una serie di laboratori e tecnici e soprattutto uno scetticismo alimentato dalla propaganda russa e dal partito Labour avevano fatto credere il contrario. Nella nota diffusa da Downing Street si fa chiaro riferimento all'uso di armi chimiche da parte di Assad.

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