Siria, bombe nella notte: attaccano USA, Francia e Gran Bretagna

Alta tensione in Siria e a livello mondiale dopo i raid compiuti nella notte da Stati Uniti Gran Bretagna e Francia con bombardamenti a Damasco e Homs

In un comunicato letto in tv da un generale dell'esercito si riferisce che il raid sul centro di ricerca di Barzeh, a nordest di Damasco, ha provocato danni materiali e che la difesa siriana è riuscita ad abbattere molti missili dopo aver risposto all'attacco con "grande efficienza".

Il presidente francese Emmanuel Macron pensa invece che "non ci sia alcun dubbio sui fatti e sulla responsabilità del regime siriano". Anche alcuni deputati repubblicani si sono uniti al coro dei democratici guidati dalla leader della minoranza alla Camera Nancy Pelosi nel criticare il presidente che avrebbe violato la costituzione. Dalla Casa Bianca ha annunciato che gli Stati Uniti, insieme a Regno Unito e Francia, stavano lanciando un attacco missilistico contro la Siria.

Quindi ha criticato i complici di Assad: "All'Iran, e alla Russia, io chiedo: che genere di nazione vuole essere associata con l'omicidio di massa di uomini, donne e bambini innocenti?". "Il nostro obiettivo è distruggere le capacità di lanciare armi chimiche del regime siriano", ha detto Trump in diretta televisiva alle 21 ora di Washington, ed ha anche aggiunto che "andremo avanti il tempo necessario per distruggere le loro capacità". "Non vogliamo rovesciare Assad, ma fermare l'uso di armi chimiche".

Stando al ministero della Difesa russo sarebbero stati lanciati più di 100 missili da crociera e aria-terra su obiettivi militari e civili da due navi della Marina degli Stati Uniti dal Mar Rosso, un gruppo aereo tattico sul Mediterraneo e bombardieri strategici statunitensi B-1B nell'area di Al-Tanf. In una nota diffusa ai media, la May sostiene "ho ordinato alle forze britanniche di condurre attacchi coordinati e mirati per ridurre il potenziale dell'armamento chimico del regime siriano e dissuaderne l'uso". I bersagli "sono stati specificatamente individuati" per evitare di colpire presidi con forze russe in Siria, ha precisato il capo degli stati maggiori congiunti americano, Joseph Dunford, durante una conferenza stampa dopo il raid.

Secondo l'ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Anatolij Antonov, "gli attacchi avranno conseguenze". Infine, il presidente elenca i suoi successi nello sdradicare l'Isis dal territorio che aveva occupato in Siria, le rafforzate alleanze con i Paesi del Golfo persico e con l'Egitto, i tentativi di migliorare il Medio Oriente, "un posto travagliato, dove gli Stati Uniti resteranno un partner e un amico", ma "il destino della regione resta nelle mani della sua stessa gente".

Correlati:

Commenti


Altre notizie