Primo intervento, rivolta bipartisan contro il piano tagli della Regione

Riconversione dei punti di primo intervento in Puglia: il governatore Emiliano nella bufera

Emiliano, comunque, assicura che il piano dei tagli sarà "verificato con gli assessori e con i territori, prima di tutto con i sindaci, in un percorso di confronto e condivisione già iniziato nel 2017". "L'ennesima delibera di Giunta che mette mano alla rete di emergenza-urgenza territoriale è l'ultimo atto di un Governo ministro centrico, che sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario pugliese", è invece l'affondo del consigliere regionale di Mdp, Pino Romano. Se a fine 2018 i ministeri dovessero riscontrare una inadempienza in tal senso, non è escluso che possano utilizzare la circostanza per mandarci, per un altro triennio, in programma operativo. Contro i tagli anche Forza Italia, che ha chiesto l'audizione in commissione sanità del direttore del dipartimento regionale Salute, Giancarlo Ruscitti. Ad oggi, sia chiaro, il destino del PPI sembra essere segnato, come prima quello di tutti i reparti dell'Umberto I che negli anni hanno abbandonato la loro funzione, che è stata invece spostata altrove. Mi preme dirlo e sottolineare che la conversione non comporta nessun nocumento per i cittadini.

"Non stiamo smantellando nulla e non stiamo tradendo nessuno - ha continuato Emiliano - dobbiamo attuare una riconversione che ci chiede il Ministero, sempre nell'ottica della messa in sicurezza i cittadini e nell'ottica di condivisione degli interventi con i territori". La struttura tecnica - ha specificato ancora Emiliano - ha illustrato la sua proposta in base allo stato dell'arte e alle predisposizioni elencate dal DM 70. Nel processo di condivisione degli interventi che caratterizza questa amministrazione - ha ribadito il Presidente - era importante illustrare lo stato di attuazione del riordino.

In questi ultimi mesi il territorio di Brindisi è stato teatro di una serie di disfunzioni sotto vari profili, il Pronto Soccorso del Po A. Perrino non riesce a soddisfare l'intero bacino d'utenza con le logiche ricadute negative sull'utenza, i dipendenti dei vari Ppi perdono la loro stabilità logistica e non sanno quale sarà il loro futuro prossimo, perché senza una programmazione e senza la voglia di investire sui cittadini e sul loro diritto alla salute, ogni decisone assunta è una possibilità negata al territorio, soprattutto sotto il profilo della tutela al diritto alla salute. Il governatore pugliese, Michele Emiliano, ha giustificato così la chiusura dei Punti di Primo Intervento in tutta la Regione durante la presentazione di una proposta di delibera di riordino dei Ppi in Giunta. Ma ripeto, per i cittadini non cambia nulla.

E' necessario avviare un immediato confronto con i sindacati affinché possa rimodularsi l'offerta sanitaria Pugliese e quindi, nella Asl Br, a favore del suo territorio e non solo a tutela della casse regionali.

Sulla questione è intervenuto anche Mauro Vizzino, presidente della Commissione ambiente del Consiglio regionale, riferendosi in particolare al territorio brindisino: "Si tratta di una decisione da modificare nell'interesse primario dei cittadini, per assicurare un adeguato servizio di pronto soccorso nel territorio brindisino, che verrebbe particolarmente penalizzato". Dobbiamo imparare che per un taglio al dito, non dobbiamo andare né al Pronto soccorso né nei Ppu. "Si deve andare dai medici della continuità assistenziale". "La riconversione dei punti di primo intervento (Ppi) con più di sei mila accessi all'anno è decisione sbagliata - dice - che contrasterò per ottenere modifiche".

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