"Nessuna base italiana è stata usata per colpire la Siria" (Gentiloni)

Paolo Gentiloni a Muccia

Il presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni è stato costantemente informato questa notte degli sviluppi degli attacchi militari in Siria, mantenendosi in contatto con i ministri Esteri e Difesa e con i vertici militari.

"Con gli Stati Uniti la nostra alleanza è molto forte e particolare" ma "in questo caso abbiamo insistito e chiarito che il supporto logistico che noi forniamo tradizionalmente agli alleati e agli Usa non poteva tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni mirate a colpire la Siria". A un secolo dalla fine della prima guerra mondiale non possiamo rassegnarci all'idea che le armi chimiche tornino a essere utilizzate nei conflitti del nostro tempo: sono proibite da tutte le leggi e le convenzioni internazionali, le conseguenze umanitarie sulle vittime civili di queste armi atroci sono inaccettabili, non sono degne della nostra civiltà, le abbiamo viste di nuovo in questi giorni e non le possiamo più tollerare. "Ripeto, questo non è il momento dell'escalation ma è il momento di mettere al bando le armi chimiche, è il momento della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo un conflitto terribile". L'azione di questa notte è stata circoscritta e mirata a colpire la fabbricazione di armi chimiche. "Pazzesco, fermatevi", ha detto Matteo Salvini su twitter sull'attacco in Siria.

Diversa la reazione di Silvio Berlusconi, che ha preso le distanze dal suo alleato nella coalizione di centrodestra: "In queste situazioni è meglio non pensare e non dire nulla". "In particolare riteniamo che la Conferenza internazionale sulla Siria convocata il 24/25 aprile a Bruxelles dovrà essere la sede per uno sforzo di responsabilità di tutta la comunità internazionale, in primo luogo dei Paesi che hanno il maggior ruolo in quella drammatica crisi". Mentre Paolo Romani, senatore di Forza Italia, ha spiegato: "Ancora una volta un'azione militare non coordinata a livello Nato e senza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu - ha scritto su Twitter - Senza alcuna prova certa si colpisce solo una delle due parti in gioco, il regime di Assad e si favoriscono i terroristi jihadisti che stanno perdendo terreno".

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