Una patrimoniale nel 2018? La propone l'OCSE, per colmare le disuguaglianze

Ocse. In Italia cresce la disuguaglianza. Serve una tassa patrimoniale

Tant'è che i livelli pre-crisi non sono stati ancora recuperati. Di questi sei, in ben quattro (Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti e Regno Unito) si è assistito ad una maggiore concentrazione di ricchezza al vertice, mentre la distribuzione della ricchezza nella parte inferiore è stata fortemente evidente in tutti i Paesi presi in esame, ad eccezione del Regno Unito.

"Dall'imposizione della tassa patrimoniale - conclude Perniciano - si ricaverebbero importanti risorse che potrebbero essere investite nel finanziamento di un Piano straordinario di creazione di occupazione, in particolare giovanile, e favorire così la riduzione delle disuguaglianze".

L'Ocse esamina l'utilizzo della patrimoniale nei Paesi membri ed evidenzia tutti i pro e i contro della tassa. Di contro, lì dove la tassa di successione non c'è e dove le imposte sui redditi sono più basse, allora potrebbe avere dei risultati positivi nel diminuire più velocemente i divari di ricchezza.

In questi contesti, dunque, l'applicazione della tassa patrimoniale potrebbe causare l'effetto contrario.

In Italia - come nel Regno Unito, negli Usa e nei Paesi Bassi - negli ultimi anni si è registrata un aumento della concentrazione della ricchezza verso l'alto, nel quadro di un generale incremento delle diseguaglianze.

Per ridurre disuguaglianze sempre più evidenti servirebbe una tassa patrimoniale anche in Italia. "Un'argomentazione simile può vale anche per i paesi che non impongono tasse di successione sulle eredità". Analizzando l'andamento negli ultimi anni della distribuzione del reddito e della ricchezza a livello internazionale, l'organizzazione sottolinea quindi che "dopo la crisi, sono proseguite le tendenze verso una maggiore disuguaglianza di ricchezza".

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