Siria, Macron con Trump: 'Abbiamo prove sulle armi chimiche a Duma'

IL COMMENTO PADRE ENZO LA GUERRA E LA SCONFITTA DELL'UOMO

La tragedia dei cristiani in Siria. Anche perché la Russia ha in Siria fin dai tempi dell'era sovietica una fornitissima base militare a Tartus, oltre a quella aerea di Latakia messa in piedi per il conflitto civile: aerei, navi, almeno 15 sottomarini, ma anche i missili anti-missile e anti-aereo S-400 di ultima generazione.

Ma le opzioni in mano al Pentagono sono più d'una, con una lunga lista di obiettivi da colpire sulla scrivania dello Studio Ovale, ha spiegato il segretario alla Difesa James Mattis, sottolineando che per decidere si attende anche una valutazione definitiva degli 007 Usa sull'attacco del 7 aprile a Duma.

Di tutto questo si parlerà sabato pomeriggio alle 17 nella Sala del Capitano del Popolo dell'Hotel Posta. Il portavoce del Cremlino ha ribadito, citato dall'agenzia Interfax, il senso delle parole pronunciate ieri da Vladimir Putin e conferma che il canale di comunicazioni militari, per la prevenzione di incidenti, fra Russia e Stati Uniti rimane aperto. "Potrebbe essere molto presto oppure no", ha twittato il presidente americano.

Il presidente francese ha avuto un colloquio telefonico con la cancelliera Angela Merkel "per confrontarsi sulla situazione internazionale".

Anche il leader M5s Luigi Di Maio appoggia la linea dell'esecutivo: "Condividiamo e sosteniamo la posizione assunta dal governo italiano di fedeltà chiara all'alleanza euro-atlantica e di non partecipazione ad azioni militari in Siria, riconfermando che per una soluzione stabile si dovrà lavorare con ulteriore determinazione ai tavoli negoziali delle Nazioni Unite". Dopo i toni molto bellicosi usati dal presidente statunitense Donald Trump contro il regime siriano e la Russia, che sembrava dovessero portare a uno scontro militare aperto, le recenti dichiarazioni di ministri e funzionari dei governi coinvolti hanno un po' abbassato la tensione, anche se non si può dire che la crisi sia passata.

"Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche, quanto meno cloro, in Siria da parte del regime di Bashar al-Assad".

Intanto le forze militari siriane hanno preso il pieno controllo della città di Douma.

Più decisa rispetto ai due capi di stato è certamente la NATO con il segretario generale Jens Stoltenberg, che a seguito delle rivelazioni fa sapere che i responsabili ne pagheranno le conseguenze; l'ultimo attacco è stato orrendo, con decine di persone uccise, compresi molti bambini. Solo allora si discuterà del presunto attacco con armi chimiche avvenuto a Douma venerdì scorso, e solo allora le indicazioni della Kocijancic potranno eventualmente convertirsi nelle prove di Macron. E' stato un botta e risposta a suon di social, quello tra gli Usa e la Russia con Trump pronto a intervenire dopo le presunte bombe chimiche lanciate sui civili a Duma. "In ogni caso, gli Stati Uniti, sotto la mia Amministrazione, ha fatto un grande lavoro nel liberare la regione dall'Isis". "Abbiamo dati inconfutabili che questo (attacco chimico) è stato organizzato", ha dichiarato il ministro. Il problema è che nessuno si è preoccupato di verificarlo realmente, con alcuni inviati di guerra che in queste ore stanno raccontando un'altra storia da quella "voluta" e "accettata" dall'opinione pubblica. Siamo pronti a mobilitarci in difesa della pace, contro l'imperialismo e la prospettiva di un coinvolgimento del nostro paese in un'aggressione alla Siria.

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