Ilva, ArcelorMittal propone dismissioni per l'ok da Ue

Immagine dal sito istituzionale Ilva

La Commissione europea ha avviato un'indagine sul deal a novembre, in scia alla preoccupazione che possa limitare la concorrenza nel campo dei prodotti laminati di acciaio al carbonio, con la conseguenza di un rialzo dei prezzi, soprattutto nell'Europa meridionale Sul fronte sindacale della vicenda Ilva, ieri Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, ha twittato che non "ci sono licenziamenti, i lavoratori sono tutti protetti e gli investimenti ambientali partiti". Stamani mentre al Mise continuava il confronto con i sindacati, la società ha reso pubblico il pacchetto di cessioni presentato alla Commissaria Vestager, impegnata nella fasi di revisione dell'operazione di acquisizione. Il vice premier Etienne Schneider ha annunciato che chiederà alla commissione europea di mettersi di traverso sulla vendita.

"La proposta di vendere tali asset - si legge nel comunicato - rimane soggetta al riesame e all'approvazione finali da parte della Commissione europea, nonché alla conclusione dei processi di informazione e consultazione con i consigli di fabbrica locali ed europei".

C'è da ricordare, inoltre, che in seguito alle osservazioni dell'Antitrust europeo, dalla cordata che ha vinto la gare per Ilva (AmInvestco Italy di cui ArcelorMittal è il capofila) è già dovuto uscire il gruppo Marcegaglia. Il vertice odierno arriva a pochi giorni dagli ultimi del 4 aprile e del 29 marzo e nonostante confronti così ravvicinati, la trattativa, infatti, non ha compiuto un passo avanti ma resta ferma ad un importante blocco di partenza. In altre parole, spiega il segretario generale della Fiom Rosario Rappa, "i dipendenti saranno assunti ex novo, ma il contratto farà riferimento alla parte normativa e retributiva di quello vecchio". Di "aperture positive" parla anche la Fim Cisl, precisando però che "ulteriori garanzie" sui livelli occupazionali.

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