Fmi, Lagarde lancia l'allarme debito. Sui dazi: "Non strada migliore"

Lagarde:

(Teleborsa) - Il Fondo Monetario Internazionale rimane ottimista sulla crescita economica mondiale.

Queste le tre raccomandazioni che Christine Lagarde ha rivolto all'economia mondiale dall'Università di Hong Kong, commentando il record storico raggiunto dal debito, sia privato che pubblico: 164mila miliardi di dollari.

"I governi devono evitare il protezionismo in tutte le sue forme".

No ai dazi e alle pratiche sleali, questo il messaggio che arriva da Christine Legarde: "Questo sistema di regole e di responsabilità condivisa sta correndo ora il pericolo di essere demolito: ciò sarebbe imperdonabile, sarebbe un fallimento collettivo".

Il direttore generale del FMI da Hong Kong ha specificato tuttavia che la ricetta migliore che i Governi possano usare è quella di portare avanti "l'attuale crescita per proseguire sulla strada delle riforme". "Ha contribuito a dimezzare la percentuale della popolazione mondiale che vive in condizioni di estrema povertà" mentre le barriere protezionistiche impediscono al commercio di "svolgere il suo ruolo fondamentale per rafforzare la produttività". "Pur riconoscendo che le riforme "'necessarie sono spesso politicamente difficili", Lagarde sottolinea che "sono più efficaci e facili da attuare quando le economie crescono". "Un debito elevato rende i governi, le aziende e le famiglie più vulnerabili a una stretta delle condizioni finanziarie" mette in evidenza Lagarde.

"Il modo migliore per affrontare gli squilibri macroeconomici non è imporre dazi ma ricorrere a politiche che influenzino l'economia: c'è un tentativo di aprire un dialogo e dobbiamo supportare questo sforzo". Condivide le preoccupazioni del direttore generale del Fmi anche la Fed: dai verbali dell'ultima riunione di marzo emerge la preoccupazione dei membri della banca centrale, che vendono uno scontro commerciale come un rischio all'economia. "Gli Usa potrebbero aiutare ad affrontare gli squilibri globali riducendo la dinamica della spesa pubblica e aumentando le entrate fiscali" dice. "Più importante è il fatto che le pratiche scorrette hanno un impatto limitato sul deficit commerciale complessivo di un Paese con il resto del mondo". Ogni Paese, conclude, "ha la responsabilità di migliorare il sistema commerciale guardando alle sue pratiche e impegnandosi a un contesto normativo in cui tutti rispettano le regole".

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