Lagarde bacchetta Trump e la Cina: no dazi, ma serve equilibrio

Christine Lagarde direttore generale del Fondo Monetario Internazionale

I Governi devono dunque "evitare il protezionismo in tutte le sue forme", perché "la Storia mostra che le restrizioni alle importazioni danneggiano tutti, specialmente i consumatori più poveri".

Il sistema di scambi globalizzato che ha trasformato il mondo nell'ultima generazione rischia di essere completamente smantellato dalla recente svolta in senso protezionistico delle politiche commerciali.

"Quel sistema di regole e responsabilità condivise è adesso in pericolo e potrebbe essere distrutto", ha dichiarato durante un discorso tenuto all'Asia Global Institute la numero uno del Fmi, per la quale una rottura delle relazioni multilaterali sarebbe " un imperdonabile errore collettivo". "Un debito elevato rende i governi, le aziende e le famiglie più vulnerabili a una stretta delle condizioni finanziarie" mette in evidenza Lagarde. Infine, una battuta sulla necessità di fare delle riforme in particolare nei periodi storici di crescita economica: "I governi dovrebbero utilizzare l'attuale crescita per portare avanti delle riforme: la finestra di opportunità è partita, ora bisogna riparare il tetto nei periodi in cui splende il sole. Le riforme necessarie sono spesso politicamente difficili, ma sono più efficaci e facili da attuare quando le economie crescono". A suo avviso c'è "bisogno di maggiore coraggio, nelle stanze degli Esecutivi, nelle aziende e nelle nostre menti". Nel mese di gennaio, il Fondo Monetario ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita dell'economia mondiale al 3,9% per il 2018 e il 2019.

I due Paesi minacciano adesso di varare ulteriori dazi su numerosi beni per centinaia di miliardi di dollari, sollevando le preoccupazioni degli esperti che temono un rallentamento della crescita globale ed effetti negativi per il mercato del lavoro. Gli squilibri sono spinti dal fatto che un paese spende più' del suo reddito.

Largarde non ha citato esplicitamente Stati Uniti e Cina, protagonisti del tiro alla fune commerciale, tra dazi e controdazi, che sta allarmando il mondo intero per le possibili conseguenze dai risvolti imprevedibili.

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