TIM in denaro, è muro contro muro tra Vivendi ed Elliott

Il fondo Elliott sale e sfiora il 9% di Telecom

"In collaborazione con Jp Morgan stiamo arrotondando la posizione di azioni ordinarie Telecom Italia approssimativamente al 9%", rispetto al 5,75% finora formalizzato, si legge nella nota diffusa dal fondo guidato dal finanziere newyorchese Paul Elliott Singer. Il fondo ha in portafoglio anche azioni di risparmio pari al 2,8% del capitale di risparmio, corrispondente allo 0,8% del capitale totale di Tim. Tra i punti messi in luce Elliott ribadisce che "un consiglio composto da amministratori veramente indipendenti sia il modo più efficiente ed efficace per migliorare la governance e le prestazioni di Tim". "La separazione della rete" di Tim "realizzerebbe fino a 7 miliardi di euro di valore nascosto", ha aggiunto ancora Elliott nelle slide con cui ha illustrato i suoi piani per Tim. Secondo il fondo americano "un board indipendente potrebbe realizzare azioni che potrebbero raddoppiare il prezzo dell'azione nel giro di due anni".

La partecipazione è costruita attraverso Elliott, Elliott International e Elliott International Capital advisor.

L'operazione di scorporo dell'asset porterebbe a un "re-rating delle azioni", afferma il fondo statunitense.

Ieri *Elliott *aveva presentato il proprio piano industriale che conferma la volontà di promuovere la societarizzazione della rete di TIM e un sostegno all'attuale piano industriale, bocciando però l'attuale governance espressione di Vivendi e promuovendo un'apertura della gestione della società.

LA CONTROFFENSIVAROMA Il fondo Elliott affila le armi in vista dello scontro con Vivendi nell'assemblea di martedì 24. Elliott continua a ribadire che non si terrà l'assemblea del 4 maggio perché il cda sarà integrato il 24 aprile. Dopo Glass Lewis anche i proxy advisor Iss e Friontis, altri grandi consulenti dei fondi nelle assemblee delle società quotate, suggerisce agli azionisti di Tim di votare per la rimozione dei consiglieri di Vivendi e la loro sostituzione con quelli proposti da Elliott.

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