Celentano scrive a Renzi: 'Prendi la bici e vai da Di Maio'

Adriano Celentano a Matteo Renzi:

"Certo nessuno è perfetto ma di fronte a un'ascesa come la tua non potevo immaginare che non avessi anche il dono dell'infallibilità", aggiunge evidenziando anche una certa dose di ironia. Al punto che stavo per telefonare a Beppe per dirgli "forse oggi è nato il tuo antagonista". Ovunque andassi era un successo.

Le reazioni del mondo, politico e non, hanno uno spettro molto vasto: sconcerto, ammirazione, negazione, rifiuto, ma anche una grande curiosità, e un grande malumore che si evidenzia soprattutto nei commenti social, in particolare su Twitter. Un gesto forte, rispetto a cui non saprei dire se quelli che ti hanno abbandonato avevano ragione o no. A giudicare dai voti che hanno raccolto, sembrerebbe di no. Ciò significa che forse anche tu devi aver sbagliato qualcosa. Adesso per completare l'opera, consiglio a Salvini di chiedere l'incarico di Governo al presidente Mattarella e di dimostrare come possa governare con il 37%.

Il 4 marzo, sia tu che il PD siete stati sbaragliati dalla vittoria schiacciante dei Cinque stelle.

Quindi la conclusione per il famoso cantante è la seguente: "Se fossi al tuo posto - osserva sul Fatto - prenderei la bicicletta e, da SOLO, andrei a trovare il vincitore del 4 Marzo: Luigi Di Maio". Poi conclude con un eloquente 'sbagliare è umano, ma risbagliare potrebbe essere da DEFICIENTI'.

"In settimana", fa sapere ancora Salvini - continuerò a dialogare con altri (a cominciare da Di Maio) l'unica cosa che escludo è di fare un governo insieme al PD, che ha fatto disastri negli ultimi sei anni. So che in politica non si usa, perché per i politici l'unico binario percorribile è quello del risentimento.

"In religiosa umiltà gli direi", chiosa Celentano, "Eccomi pronto al tuo fianco per guarire l'Italia". Celentano suggerisce insomma di capovolgere l'attuale situazione di stallo, con una mossa a sorpresa che sconvolgerebbe persino il Papa. Perché magari sai anche perdere.

Celentano non vuole pensare ad una Italia in cui non siano Di Maio e il Pd a prendere le redini del gioco: "Non riesco e non voglio neanche pensare quali benefiche ripercussioni potrebbe avere, anche in campo internazionale, una mossa del genere. E d'altra parte non c'è altro modo per rivincere", dice Celentano al leader Pd.

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