Virus HIV: può una pianta curare davvero la malattia?

Attualmente è possibile tenere l'infezione sotto controllo per mezzo di un insieme di molti farmaci, che garantiscono la sopravvivenza, nonostante la presenza del virus nell'organismo.

Pochi giorni fa però, sulla prestigiosa rivista americana PlosOne, è stato pubblicato un articolo relativo alla scoperta di un potenziale anti HIV-1 della pianta Hypericum Scruglii, così denominata dal direttore dell'Orto botanico universitario cagliaritano Gianluigi Bacchetta in omaggio ad Antonio Scrugli già docente di Botanica presso lo stesso ateneo. Sono così giunti alla conclusione che i principi attivi dell'Hypericum scruglii sarebbero in grado di agire sugli enzimi implicati nel processo di riproduzione del virus HIV all'interno dell'organismo umano. L'Hypericum scruglii non si trova ovunque nell'affascinante isola italiana, ma soltanto in alcuni territori centro-orientali, più precisamente ai Tacchi dell'Ogliastra e nel territorio di Laconi.

La squadra di ricercatori formata da biologi e virologi dell'Università di Cagliari già da tempo si occupava di studiare le forme vegetali che compongono i paesaggi naturali della Sardegna.

Lo studio dell'Università di Cagliari ha un approccio multitarget e ha l'obiettivo di ridurre il numero di farmaci che un paziente sieropositivo deve assumere. Il lavoro e' stato coordinato da Francesca Esposito, virologa, e Cinzia Sanna, botanica, entrambe ricercatrici dell'Ateneo di Cagliari, ed e' frutto di un'ampia collaborazione con altri ricercatori dell'Universita' di Cagliari, delle Universita' della Campania e dell'Insubria e del Max Planck Institute for Chemical Ecology di Jena (Germania). "Essa si è dimostrata efficace anche nell'inibire la replicazione virale in colture cellulari".

I ricercatori hanno lavorato sull'estratto grezzo, facendo degli screening biologici, per valutare la sua attività antivirale. Abbiamo visto che le piante endemiche, anche grazie all'isolamento, sono in grado di produrre composti originali - dice Cinzia Sanna, ricercatrice di Botanica Farmaceutica - Questo progetto sta andando avanti da 8-9 anni sulle piante della Sardegna e abbiamo saggiato ad oggi 20-25 estratti di specie endemiche.

Enzo Tramontano, professore di microbiologia e presidente della facoltà di biologia e farmacia, ha spiegato che da ora in poi partiranno degli studi specifici per rendere la struttura chimica della molecola più potente.

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