L'ex presidente Lula potrà essere arrestato: il tribunale supremo nega l'habeas corpus

Libero Giancarlo Castiglia joca mistero che dimenticato

Una fine amara, ingloriosa che renderà felici molti detrattori ma che rappresenta una sconfitta per tutti. Il Tribunale Supremo Federale ha deciso a maggioranza di respingere la richiesta di habeas corpus, una richiesta preventiva di libertà provvisoria presentata dal suo collegio difensivo. Dietro all'accelerazione del processo potrebbe esserci la popolarità di Lula Da Silva, che resta favorito nelle elezioni presidenziali del 7 ottobre in Brasile. Decisivo il voto della consigliera Rosa Weber, lo stesso alto magistrato che si era finora espressa contro la tesi di far scontare la condanna in carcere dopo il verdetto di secondo grado. "Per convinzioni ideali e politiche siamo vicini al popolo brasiliano e a tutte le forze che in quel Paese si battono per la giustizia sociale, contro la povertà, per lo sviluppo sostenibile e il progresso anche delle aree e dei ceti più deboli". Giova d'altra parte ricordare come il contesto politico brasiliano sia stato in questi anni bruscamente scosso da un procedimento di impeachment nei confronti della Presidente Dilma Rousseff che ha portato - senza nuove elezioni - ad un vero e proprio ribaltamento politico essendo il governo in carica del Presidente Temer - già vicepresidente di Dilma - un esecutivo conservatore e di destra.

Secondo il New York Times, la vicenda giudiziaria di Lula Da Silva lancia alcune interrogativi sullo stato della democrazia brasiliana, a seguito del polemico messaggio pubblicato su Twitter dal comandante dell'esercito del Brasile. Ma altri, a Brasilia, manifestavano contro Lula e gli scontri sono stati inevitabili.

Lula libero! Prodi, D'Alema libertari in Brasile.

Non contenti del disastro causato alla sinistra in Italia, privi del minimo senso del ridicolo, si sono andati a impicciare anche nei problemi internazionali. Ha, infatti, un altro ricorso (sebbene non di merito) pendente presso il Tribunale Federale della IV regione.

Un solo voto vale, dunque, la fine della libertà per l'uomo venuto dal nulla, per il lustrascarpe poverissimo che è diventato il presidente della più grande democrazia del Sud America. E, se Lula fosse colpevole, il Brasile - oggi - avrebbe dato al mondo una importante, e spesso dimenticata, lezione di diritto.

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