Consultazioni governo: Di Maio guarda a Lega e PD

Luigi Di Maio

Intanto, Di Maio sottolinea la disponibilità dei grillini a un dialogo con la Lega di Salvini, mentre chiude le porte a Forza Italia. O quasi. E fra questi due avverbi - subito e quasi - c'è l'intera distanza fra le aspettative frenetiche e onnivore di noi spettatori e i tempi lassi della liturgia politica, così che in questo mese più un giorno pare si sia arrancato fra le strategie verbali di leader e semi-leader, nemmeno più tanto raffinate, fra piccole trappole quotidiane, offerte e rifiuti come di filarini ginnasiali. Per farla breve ieri sera, dopo il veto posto da Di Maio e la risposta in chiaroscuro di Salvini, tra i gerarchi berlusconiani nessuno, ma proprio nessuno, se la sentiva di garantire sul conto del leader. La soluzione proposta, si legge ancora, "non è un accordo, né un'alleanza, è un impegno che forze politiche alternative, e anche distanti, assumono davanti ai cittadini, prendendosi la responsabilità di lavorare insieme per il bene degli italiani. Hanno capito che il governo più semplice, M5s e Lega, danneggerebbe entrambi". Se mio marito fosse così, se mio figlio fosse così, se il mio lavoro fosse così, se la mia comunità fosse così: il cosiddetto populismo, che poi non è altro che una forma di messianismo, si nutre di "se" che mettono in soffitta il sacrificio e l'amarezza dell'errore.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato i presidenti delle Camere Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico per le consultazioni atte alla formazione del nuovo Governo. Dell'emergenza "economica", ovvero della necessità di fare una legge di bilancio che disinneschi le clausole di salvaguardia e impedisca l'aumento dell'IVA al 25%, si ragiona da tempo, a prescindere dalla soluzione che Mattarella deciderà di adottare.

Per il contenuto: Governo, il 'contratto' di Di Maio: "Pd senza Renzi o Lega, Salvini molli Berlusconi", Dire.it, 4 aprile 2018. Lo stiamo facendo e continueremo a farlo, guardando serenamente al "duro monito di Di Maio" come al goffo tentativo di intimidazione di chi appare ossessionato solo dalla ricerca del potere. Quanto perché dal primo colloquio al Colle i Democratici, e in primo luogo l'area che si riconosce in Renzi, si aspettano di valutare le reali chance di un governo 'elettorale'. "Dopodiché indicheremo al Presidente l'agenda delle nostre priorità programmatiche per il Paese che intendiamo portare avanti in Parlamento anche se saremo all'opposizione". Se pensa di poter scegliere chi incontrare nel Pd sbaglia di grossso. A dirlo in una nota è il segretario della Lega, Matteo Salvini, che sembra così rispondere alle aperture dei 5 Stelle nei confronti dei Dem. "La coalizione che ha preso più voti - ribadisce Salvini - è quella di centrodestra e da questa si riparte, dialogando anche con i 5Stelle ma senza subire veti o imposizioni".

MARTINA - Lo stesso Martina, che ha avviato un paziente giro di contatti con tutti i big, lo ha ribadito.

CARROCCIO PONTIERE. In questo quadro, raccontano fonti parlamentari di diversa area politica, il dialogo tra M5s e Lega è avanzato e vede il Carroccio nel ruolo di intermediatore tra Movimento e FI.

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