Sisma Bonus: vale anche per gli immobili in affitto

Sisma bonus anche per gli immobili destinati alla locazione

Il sismabonus 2018, ulteriormente rafforzato dall'ultima Legge di Bilancio, prevede detrazioni fiscali fino all'85% per i lavori di messa in sicurezza di edifici ricadenti in zone a rischio sismico e sarà possibile richiederlo per lavori effettuati fino al 31 dicembre 2021.

Per la società che intende effettuare lavori di messa in sicurezza di immobili ricadenti in zone sismiche 1, 2 e 3 è riconosciuta la detrazione Ires del 50% prevista dal sismabonus anche nel caso in cui l'immobile sia dato in affitto e non utilizzato direttamente a fini produttivi. Lo chiarisce l'Agenzia delle entrate in una risoluzione, specificando che la detrazione spetta anche se gli immobili oggetto della ristrutturazione non sono utilizzati direttamente a fini produttivi da parte delle società, ma vengono dati in affitto.

Il Sismabonus è riconosciuto anche se l'immobile agevolato viene dato in locazione. Chiarimento opposto rispetto a quanto previsto, invece, per i lavori di risparmio energetico rientranti nel perimetro dell'Ecobonus, per i quali non si ha diritto alla detrazione fiscale per le spese sostenute in relazione ad immobili locati o su immobili merce.

Considerato che la norma in commento non pone alcun vincolo di natura soggettiva od oggettiva al riconoscimento del beneficio, si deve ritenere che l'ambito applicativo dell'agevolazione sia da intendersi in senso ampio, pertanto il "Sismabonus" può essere riconosciuto anche per gli interventi riguardanti immobili posseduti da società non utilizzati direttamente ma destinati alla locazione.

Il provvedimento del 2013, ricordiamo in breve, assegna una detrazione d'imposta del 50% alle spese sostenute per le misure antisismiche, in particolare la messa in sicurezza statica intervenendo sulle parti strutturali di edifici o complessi di edifici tra loro collegati, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.

Possono accedere all'agevolazione sia i contribuenti soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia i soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società (Ires) a patto che le costruzioni interessate dall'intervento siano adibite a fini residenziali o ad attività produttive.

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