Marche-Emilia, setta macrobiotica schiavizzava i suoi adepti: 14 arresti

Ancona scoperta una setta del macrobiotico adepti schiavizzati

Attiva tra le Marche e l'Emilia-Romagna aveva creato una vera e propria setta di adepti convincendoli a mangiare i cibi da loro prodotti spacciate come terapie contro malattie incurabili. All'operazione hanno collaborato le Squadre mobili di Ancona e Forli' e supportate dalla Squadra Anti Sette del Servizio centrale operativo della polizia di Stato.

L'inchiesta era partita all'inizio del 2013 grazie alla denuncia di una ragazza del territorio cesenate. La donna ha raccontato come il loro status psicologico dopo un po' le convinceva a obbedire al rigido controllo dell'alimentazione; valeva anche il divieto di condurre una vita socialmente normale, senza alcun contatto esterno, specie quello medico. A lui e ad altri membri della setta sono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, maltrattamenti, lesioni aggravate ed evasione fiscale.

Agli indagati, che erano riusciti a gestire ogni aspetto della vita degli adepti, vengono anche contestati una serie di reati di natura finanziaria per aver evaso il pagamento delle tasse per centinaia di migliaia di euro. Era una organizzazione capillare costituita con capizona e capicentro che controllavano la vita quotidiana dei fedeli all'interno di punti macrobiotici.

Gli adepti venivano convinti ad abbandonare il loro lavoro e in genere ad abiurare la precedente vita e a "lavorare" per l'associazione quale ringraziamento per il messaggio salvifico ricevuto; di fatto si trattava di sfruttamento, costretti a lavorare per molte ore e, nella migliore delle ipotesi, sottopagati.

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