Berlusconi-De Gregorio, Corte dei conti apre inchiesta su compravendita senatori

Compravendita dei senatori: Berlusconi potrebbe risarcire lo Stato di tasca propria

Silvio Berlusconi nel mirino dei giudici.

La procura della Corte dei Conti del Lazio ha aperto, oltre un anno fa, un fascicolo sui tre milioni di euro finiti nei conti del Movimento Italiani nel Mondo di Sergio De Gregorio, che all'epoca dei fatti (2007) era uscito dal centrosinistra determinando la caduta del secondo governo Prodi. Non una novità per l'ex Presidente del Consiglio, ancora una volta costretto a fare i conti con il caso della presunta compravendita dei senatori che - secondo l'accusa - portò alla caduta del governo Prodi.

Stando a quanto riporta il Tempo, i magistrati contabili stanno valutando il possibile danno erariale prodotto dalla compravendita dell'ex senatore dall'Italia dei Valori Sergio De Gregorio, a cui Silvio Berlusconi avrebbe versato 3 milioni di euro per passare nelle fila del centrodestra. Per il procedimento penale iniziato a Napoli, sia Berlusconi che Lavitola vennero condannati in primo grado per corruzione a tre anni di reclusione. Ad aprile del 2017 era poi arrivata la prescrizione. "Tant'è vero che il 24 gennaio 2008, votando la sfiducia alla maggioranza della quale solo quattro mesi prima faceva parte, De Gregorio contribuì a mettere la parola fine al secondo esecutivo guidato da Romano Prodi", scrissero allora i giudici in merito al caso. Quindi la Corte dei Conti potrebbe chiedere a Berlusconi fino al doppio della tangente pagata (quindi 6 milioni) e decine di miliardi per la salita dello spread.

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