Telecom, piano industriale: approvata la separazione delle reti

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"Non abbiamo ricevuto feedback da Elliott dicendo che non sono soddisfatti del piano, della strategia".

Il cda di Telecom ha approvato la separazione legale della rete, il bilancio del 2017 e il piano industriale fino al 2020: tutti i punti all'ordine del giorno previsti. Il progetto, si legge in una nota, prevede la creazione di una Netco controllata al 100% da Tim, proprietaria della rete di accesso e di tutta l'infrastruttura, "manterrà invariato il perimetro del gruppo, avverrà in conformità e nel rispetto della disciplina del Golden Power". "Tutti gli azionisti beneficeranno dell'indipendenza della rete che porterà più trasparenza e implicherà un aumento di valore per Tim e per il Paese". L'unico obiettivo del francese sembra stato quello di restare ai vertici: prima il dispendioso acquisto di azioni per contrastare il rivale francese Javier Niel, poi la defenestrazione di Marco Patuano a vantaggio di Cattaneo che non ha portato a significativi miglioramenti se non all'esborso di una cifra spropositata dopo solo un anno di gestione. In un comunicato Eliott ha specificato che, ad oggi la posizione in azioni ordinarie e di risparmio è tale da non superare le soglie che impongono la divulgazione ai sensi delle leggi italiane. E' quanto ha dichiarato il Ceo di Tim, Amos Genish, in riferimento al fondo attivista Elliott, che ha fatto il suo ingresso nel capitale del gruppo, chiedendo un cambio di passo e di governance. "A livello di management non possiamo che dare il benvenuto a eventuali azionisti che vogliono investire nella società - ha detto Genish - quindi accogliamo favorevolmente quello che potrebbe essere dei dialoghi positivi, costruttivi".

"Siamo sempre aperti a migliorare il nostro modello di business perchè abbiamo obiettivi comuni, ossia creare valore per gli azionisti, e io sono assolutamente disposto a sedermi con loro per capire cosa vogliono cambiare, migliorare". "Genish ha ricordato che Gedi, che detiene il restante 230% di Persidera", non "ha approvato" l'offerta arrivata da Rai way e F2i che valorizzava Persidera circa 250 milioni di euro, e "lavoriamo per fare in modo che sia migliorata". Nei prossimi dieci giorni, intanto, potrebbe arrivare l'offerta vincolante del fondo I Squared.

L'approvazione della joint venture con Canal+ "sta richiedendo troppo tempo" e "questo non puo' continuare", non si puo' "rimanere bloccati troppo a lungo", per cui sul fronte dell'approvvigionamento dei contenuti "andiamo avanti stand alone". Infine, sulla trattativa per l'uscita dei dipendenti con prepensionamenti o esodi incentivati, l'Ad di Tim si è limitato a dire: "vediamo una riduzione dei dipendenti full time negli anni a venire ma non abbiamo esuberi nè licenziamenti, cerchiamo di raggiungere un rapporto costruttivo coi sindacati", con i quali l'azienda ha in programma un incontro il prossimio 13 marzo.

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