Frena l'inflazione a febbraio

Nuova frenata prezzi a febbraio, minimi da dicembre 2016

A febbraio, l'inflazione italiana è calata più del previsto (a 0,6% secondo l'indice nazionale e a 0,7% sulla misura armonizzata).

L'aumento dei prezzi su base congiunturale (in base all'indice NIC) è spiegato interamente dai trasporti (+0,8% m/m dopo il -1,3% m/m di gennaio), per via soprattutto dei rincari, tipicamente di natura stagionale, dei servizi di trasporto aereo e ferroviario (mentre i carburanti hanno registrato rialzi solo modesti). In aumento anche i listini dei servizi ricettivi e di ristorazione, nonché delle spese per ricreazione, spettacoli e cultura (in entrambi i casi +0,3% m/m).

L'inflazione di fondo (al netto quindi degli energetici e degli alimentari freschi) sale dello 0,1% (+0,7% da +0,6% di gennaio), mentre quella al netto dei soli Beni energetici si attesta a +0,3% (contro il +0,6% registrato nel mese precedente).

L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è salita per il secondo mese consecutivo, a 0,7% da 0,6% di gennaio su base annua.

La rilevazione ha lasciato osservare uno 0,5% su base mensile e un +1,4% su base annua, dati che si sono scontrati con i -0,7% e +1,7% precedenti. Si tratta del rialzo più basso registrato da dicembre 2016 (quando l'inflazione segnava +0,5%), ma il dato va letto con molta attenzione visto che si deve quasi esclusivamente a componenti molto volatili.

"Pensiamo che il dato di febbraio possa rappresentare un punto di minimo per l'inflazione italiana", scrive in una nota Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo, che si aspetta una dinamica poco variata nei prossimi due mesi e una ripresa a partire dal mese di maggio. Il dato è anche inferiore alle stime degli analisti che indicavano una crescita dell'1,5%.

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