Roma, la GdF perquisisce gli operatori telefonici. Esultano Codacons e Unc

Bollette a 28 giorni: l'Antitrust indaga su Tim, Vodafone, Fastweb e WindTre

Il nucleo speciale antitrust della Guardia di finanza è entrato nella sede dei principali operatori di telefonia e nella sede Assotelecomunicazioni di Roma alla ricerca di documenti.

"Ottima notizia, basta con i soprusi perpetuati dalle compagnie telefoniche" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. Il sospetto è che le compagnie, costrette per legge a tornare alla tariffazione mensile da quella a 4 settimane, si siano messe d'accordo per praticare tutte gli stessi aumenti, aggirando le regole sulla concorrenza.

Soltanto l'altro ieri il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso presentato dall'Asstel contro la delibera 121 del Garante per le Comunicazioni, che impone agli operatori di emettere le bollette una volta al mese invece che ogni 28 giorni, ma allo stesso tempo aveva disposto il "congelamento" dei rimborsi agli utenti, penalizzati dalla fatturazione. Nello specifico, l'Antitrust potrebbe aprire un'indagine sul caso delle bollette a 28 giorni per via delle ipotesi finora avanzate, secondo le quali potrebbe esserci una regia che andrebbe a coordinare le varie società in riferimento alla durata delle fatturazioni, andando quindi a violare i diritti dei consumatori. "È ora, poi, che finalmente si rimborsino gli utenti e che le compagnie stornino quanto hanno indebitamente incassato a partire dal 23 giugno 2017", ha chiosato Dona.

Il 24 gennaio, nel giorno in cui hanno annunciato il ritorno alla fatturazione mensile a partire da aprile, sia Tim sia Vodafone hanno contestualmente avvertito di un aumento dell'8,6 per cento delle tariffe. "Per questo motivo, il Codacons ha presentato un esposto all'Antitrust", scrive l'associazione consumatori, seguita da Altroconsumo, che ha denunciato il caso all'Antitrust e ha chiesto di bloccare gli aumenti. Le ispezioni in atto hanno riguardato anche Fastweb e WindTre.

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