Napoli. Tre arresti nelle Case Celesti, così i pusher nascondevano la droga

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Assieme alla droga, i militari hanno anche sequestrato la "contabilità" della piazza di spaccio.

Così questa mattina i militari del nucleo Operativo della Compagnia Napoli Stella hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura, a carico di 3 soggetti ritenuti responsabili in concorso di produzione e spaccio di stupefacenti all'interno della nota piazza di spaccio delle cosiddette "Case Celesti", la storica roccaforte del clan Marino, nel quartiere Secondigliano. Le indagini sono cominciate nello scorso mese di settembre: i carabinieri, con vari appostamenti, anche notturni, hanno così documentato l'accesso frequente dei tre fermati sul tetto di un palazzo dell'insediamento popolare. Al fine di poterne accertare i movimenti all'interno del palazzo, si decideva di installare, di iniziativa, una microcamera all'interno del ballatoio che dava accesso al tetto.

Dalle immagini della microcamera nascosta dalle forze dell'ordine nel ballatoio, è così emerso che tra il cinque e l'otto settembre scorsi, i tre avevano messo in piedi un sofisticato sistema per nascondere dei quantitativi di droga sul tetto stesso: un lungo cassone scorreva sui binari all'interno di una parete dell'ultimo piano, e attraverso questo si poteva dunque accedere al tetto, dove sono state rinvenute sostanze stupefacenti, tra cui cocaina, eroina, crack ed anfetamine, dal peso complessivo di cinque chili. Gennaro Montagna invece si è sempre occupato della vendita tra i sotterranei delle Case celesti: l'ultima volta che fu arrestato era luglio 2009.

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