Motu Proprio del Papa: "Rinuncia non atto automatico ma di governo"

Papa col Motu proprio decide chi va in pensione. Stop al limite dei 75 anni

Pubblicato questa mattina il nuovo motu proprio di Papa Francesco "Imparare a congedarsi", per regolare la rinuncia, a motivo dell'età, dei titolari di alcuni uffici di nomina pontificia. Se il Papaà lo riterrà opportuno, potrà dunque prolungare il loro servizio. Si modifica così la normativa vigente al canone 189 che stabilisce che "la rinuncia che necessita di accettazione, se non sia accettata entro tre mesi, manca di ogni valore; quella che non ha bisogno di accettazione sortisce l'effetto con la comunicazione del rinunciante fatta a norma del diritto". "Questo permetterà di attraversare con pace e fiducia tale momento, che altrimenti potrebbe essere doloroso e conflittuale". La nuova vita dovrà essere segnata, per quanto possibile, da "austerità, umiltà, preghiera di intercessione, tempo dedicato alla lettura e disponibilità a fornire semplici servizi pastorali".

D'altra parte, per il Pontefice, "se eccezionalmente viene chiesto di continuare il servizio per un periodo più lungo", questa situazione "non dev'essere considerata un privilegio, o un trionfo personale, o un favore dovuto a presunti obblighi derivati dall'amicizia o dalla vicinanza, né come gratitudine per l'efficacia dei servizi forniti". "Questa decisione pontificia non è un atto automatico ma un atto di governo; di conseguenza implica la virtù della prudenza che aiuterà, attraverso un adeguato discernimento, a prendere la decisione appropriata".

A differenza dei vescovi diocesani, che al compimento dei 75 anni "sono invitati a presentare al Sommo Pontefice la rinuncia al loro ufficio pastorale", alla stessa età i capi dicasteri della Curia romana e i nunzi apostolici "non cessano ipso facto dal loro ufficio", ma "devono presentare la rinuncia al Sommo Pontefice".

Ma sarà comunque il Papa a decidere che la rinuncia va accettata e che "l'ufficio è considerato prorogato fino a quando non sia comunicata all'interessato l'accettazione della rinuncia o la proroga, per un tempo determinato o indeterminato". In particolare, con il Motu Proprio, di cinque articoli, si stabiliscono alcune chiarificazione all'art.

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