Morto l'investitore di Michele Scarponi

Morto l'investitore del ciclista Scarponi

L'uomo è deceduto al termine di una gravissima malattia che lo aveva colpito e che ha deciso di non combattere, forse anche perchè si sentiva responsabile di quell'incidente che ha visto coinvolto Michele Scarponi, ciclista di cui era un tifoso. A nulla erano valse le manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti da parte del sindaco e del cardinale di Ancona, Edoardo Menichelli, che il giorno del funerale di "Scarpa" aveva cercato di consolarlo invitando tutti alla preghiera per lui che stava portando un simile peso nel cuore. Un dramma nel dramma che ha gettato nel dolore una cittadina come Filottrano in queste ore.

In paese dicono che Giuseppe si era chiuso in se stesso. "No, non ci sono altre parole, se non abbracciare e aiutare la sua splendida famiglia". Pochi mesi fa a Giacconi era stato diagnosticato un male incurabile. Michele, però, non ha fatto i conti con una tragica fatalità, che si materializza mentre esce da un tornante in via dell'Industria, in periferia: un Fiat Iveco lo investe in pieno. "Non l'ho visto, mi ha abbagliato il sole in faccia", dichiarò a caldo ai carabinieri della azione di Filottrano, che subito lo sanzionarono con una contravvenzione di 154 euro per violazione dell'articolo 145 del codice della strada, dedicato ai casi di mancata precedenza.

Ma invece quel Giro d'Italia non è riuscito a correrlo. Spiegazione che continuerà poi a ripetere anche nel corso dei mesi successivi. Anche ai giudici, che lo avevano iscritto nel registro degli indagati per la morte del campione di ciclismo. Giacconi lascia la moglie Daniela e la figlia Cristina che le sono state sempre vicine. I funerali verranno celebrati nella giornata di domani, dopodiché Giuseppe Giacconi verrà tumulato nel cimitero di Filottrano dove riposa anche Scarponi.

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