Mais ogm, lo studio italiano lo promuove: è sicuro e conviene

Ogm studio italiano promuove il mais transgenico è sicuro e conviene

Dalla Scuola superiore Sant'Anna si ricorda che "di recente la Corte di giustizia europea ha sentenziato che - a meno di una 'evidenza significativa' sul serio rischio alla salute umana, animale e ambientale portato dalla coltivazione di piante geneticamente modificate - gli Stati membri" dell'Ue "non possono adottare misure d'emergenza per proibirne l'uso". Pubblicata sulla rivista Scientific Reports e coordinato dall'Italia, con l'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa, la ricerca è la prima ad analizzare le ricerche condotte in pieno campo tra il 1996, anno di inizio della coltivazione del mais transgenico, e il 2016.

Dallo studio è emerso che la resa superiore rispetto all'agricoltura tradizionale, dal 5,6% al 24,5%, è associata a una presenza inferiore di contaminanti negli alimenti, le famigerate micotossine (-28,8%) e fumonisine (-30,6%). Le api sono infatti considerate un indicatore dello stato di salute della natura e le associazioni di apicoltori denunciano da anni l'impossibilità di coniugare un'apicoltura sostenibile con le colture intensive impestate di sostanze nocive. "Per la prima volta - sottolineano gli esperti - lo studio dimostra, dati statistici e matematici alla mano, che il mais transgenico non comporta rischi per la salute umana, animale e ambientale". Le colture Ogm rappresentano quindi il futuro del pianeta. "La diminuzione di tali sostanze nella granella del mais geneticamente modificato può avere effetti molto significativi per la salute umana", è in sintesi il pensiero degli autori del documento: Stefano Bedini (Università di Pisa), Elisa Pellegrino, Marco Nuti e Laura Ercoli (Scuola Superiore Sant'Anna).

"Lo studio ha riguardato esclusivamente l'elaborazione rigorosa dei dati scientifici e non l'interpretazione 'politica' dei medesimi", sostengono i ricercatori rilavando che i dati appena pubblicati permettono di "trarre conclusioni univoche, aiutando ad aumentare la fiducia del pubblico nei confronti del cibo prodotto con piante geneticamente modificate". "Dovrò fare una causa allo Stato italiano, perché attenta alla mia salute impedendomi di seminare un prodotto sano che non ha bisogno di trattamenti fitosanitari e insetticidi - afferma Giorgio Fidenato -". Lo studio con la conclusione che "non c'è alcuna evidenza di rischio per la salute umana, animale o ambientale dal mais transgenico" è stato pubblicato su Scientific Reports. "Anche Repubblica Ceca e Slovacchia - continua Coldiretti - hanno infatti abbandonato la coltivazione e si sono aggiunte alla lunga lista di Paesi "Ogm free" dell'Unione Europea". O quanto meno associano il consumo di Ogm a un rischio per la salute o per l'ambiente. "Sono 20 anni che lo diciamo che non ci sono problemi". Da molti anni, l'imprenditore agricolo ha ingaggiato una vera e propria battaglia con le istituzioni procedendo anche a semine che gli sono costate svariate azioni giudiziarie.

Sui motivi che conducono allo stop della coltivazione Ogm da parte degli agricoltori, a parte forse la pressione di un'opinione pubblica contraria che si traduce nell'automatica eliminazione del prodotto "Ogm" dalla spesa, anche, secondo la Coldiretti, "la dimostrazione concreta della mancanza di convenienza nella coltivazione Ogm nonostante le proprietà miracolistiche propagandate dalle multinazionali che ne detengono i diritti".

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