Latina, fatture false per oltre 90 milioni di euro: arrestato imprenditore pavese

False fatture per 500 mila euro, Gdf sequestra 230 mila euro

L'operazione, definita "Super Job", è stata coordinata dai pm Luigia Spinelli e Giuseppe Bontempo. Pierpaolo Bortone, 18 arresti e sequestrando beni per oltre 15 milioni di euro, nei confronti di un'organizzazione criminale, operante su scala internazionale, dedita alla commissione di una serie indeterminata di reati tributari e di reati contro la pubblica amministrazione. "Ogni società - spiega il colonnello Michele Bosco, comandante provinciale della Guardia di Finanza - nasceva sapendo di dover passare il testimone a quella successiva".

"Gli effetti di questi artificiosi meccanismi fraudolenti posti in essere dagli imprenditori - si legge nella nota della Guardia di Finanza - hanno permesso alla società di ottenere illeciti vantaggi fiscali conseguiti mediante l'abbattimento della base imponibile su cui calcolare le imposte da versare". In questo modo l'impresa della provincia di Pavia è riuscita a portare in compensazione imposte e contributi con finti crediti Iva per circa 7 milioni di euro, con una evasione fiscale di circa 20 milioni. Un labirinto di società cooperative, che gli approfondimenti del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Latina e dalla Tenenza di Aprilia, hanno dimostrato come riconducibili a due soggetti: un commercialista apriliano e un imprenditore pavese. Sono stati così arrestati sei commercialisti che mettevano a disposizione le loro competenze professionali per contabilizzare i soldi provenienti dalle false fatture e per la certificazione dei crediti IVA provenienti dalle operazioni inesistenti. I costi venivano poi bilanciati con ricavi derivanti dall'emissione di false fatture, per milioni di euro frodati all'erario. Fondi che venivano trasferiti all'estero simulando l'acquisto di servizi presso società londinesi risultate riconducibili agli stessi indagati. Lo stratagemma è stato scoperto dalle Fiamme gialle di Trieste che hanno individuato fatture per operazioni inesistenti per quasi 500mila euro. Dalle indagini è emerso un sistema facente capo a tre commercialisti che avrebbero sfruttato illecitamente i loro contatti presso pubblici uffici per agevolare i loro clienti.

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