Alcoa parla svizzero: firmato l'accordo per la cessione dello stabilimento di Portovesme

Alcoa Portovesme, fine del calvario: stabilimento a Sider Alloys

La firma è avvenuta alla presenza del ministro Carlo Calenda e dell'amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri.

Invitalia, l'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti, non solo "gestira' la transizione industriale" dello stabilimento ex Alcoa nelle mani di Sider Alloys ma "sara' verificata anche la possibilita' di una sua partecipazione azionaria al capitale del gruppo svizzero per rafforzare l'investitore" dice il ministro, tratteggiando cosi' una possibile 'estensione' del ruolo di Invitalia che diventerebbe parte attiva e pubblica dei progetti di rilancio industriali non solo di Alcoa ma in tutte quelle crisi industriali per le quali si potesse aprire uno spiraglio di ripartenza. "OGGI PRIMO PASSO, FESTA CON IL PRIMO LINGOTTO" "Abbiamo fatto un passo importante in un percorso ancora lungo". Non siamo ancora fuori dalla crisi. Oggi non è una conclusione ma l'inizio di un processo.

'Ripeto non e' un festeggiamento e lo voglio sottolineare 5 volte visto che siamo in campagna elettorale -, ribadisce il ministro annunciando come a breve, presumibilmente il 23 febbraio prossimo, si chiudera' anche la partita su Euroallumina con cui 'il Sulcis sara' rimesso in grado di produrre il ciclo completo di alluminio -.

"Il passaggio di domani era atteso da tempo e va valutato molto positivamente - ha detto Roberto Puddu, segretario generale della Camera del Lavoro CGIL del Sulcis Iglesiente - perché per assicurare un futuro alla fabbrica, è indispensabile l'uscita di scena di Alcoa, ed è importantissimo che questo avvenga con la garanzia del Governo, attraverso Invitalia, per i prossimi tre anni". Lo dice il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, dopo che al Mise è stata siglata l'intesa per la cessione dello stabilimento Alcoa di Portovesme al gruppo svizzero Sider Alloys. L'accordo, continua Pigliaru, "significa innanzitutto salvare centinaia di posti di lavoro che fino a tre anni fa sembravano assolutamente persi e oggi invece abbiamo buone speranze di riportare una produzione di alluminio così importante". Le condizioni raggiunte, conclude Pigliaru, "sono relativamente competitive contro i demagogismi e le facili soluzioni".

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