Save The Children, come Papa Francesco: "Serve accoglienza"

NUOVA STRAGE DI MIGRANTI IN LIBIA SI TEMONO 100 MORTI

In occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, Save the Children, l'organizzazione internazionale indipendente impegnata nella salvaguardia dei diritti dei bambini, denuncia le condizioni che in Italia spingono numerosi minori stranieri non accompagnati ad affidarsi ai trafficanti o a lasciare il Paese da soli, rischiando la vita nel tentativo di varcare i confini. Tuttavia, il numero delle persone incluse nel programma di relocation si è poi ridotto a meno di 100mila.

L'organizzazione riferisce che nei due anni in cui il programma è stato in vigore, solo un migrante su tre ha usufruito della procedura europea di relocation, 33.174 su 98.255, pari al 33,7%. La relocation, una procedura stabilita dalla comunità europea, provvedeva a ricollocare da Italia e Grecia i migranti in altri Stati membri della Ue. In particolare, per 79 minori soli le richieste sono state approvate ma risultano ancora in attesa di trasferimento, mentre ammontano a 151 quelle inviate in attesa di approvazione da parte degli stati membri individuati e a 154 quelle istruite per le quali lo stato membro di destinazione deve invece ancora essere individuato. Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, nonostante un impegno legalmente vincolante, si sono rifiutati di partecipare al programma, non hanno accolto alcun migrante e sono stati deferiti dalla Commissione europea alla Corte europea di giustizia. Il sistema di accoglienza del nostro Paese registra attualmente la presenza di oltre 18.500 minori non accompagnati, di almeno 40 nazionalità diverse. Save the Children lancia un appello affinché si dia piena attuazione alla legge 47/2017, la legge Zampa, al fine di garantire ai minori soli in Italia protezione e accoglienza adeguata, l'accesso all'istruzione, la possibilità di usufruire del servizio sanitario e programmi di affidamento.

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