Operazione Dda a Catanzaro: imprenditore residente in Irpinia in manette

'Ndrangheta, Gratteri: “nelle istituzioni locali calabresi ci sono uomini delle cosche, a rischio la democrazia”

Quella condotta questa mattina dai carabinieri è una delle operazione piu importanti degli ultimi 23 anni per numero di arrestati.

Catanzaro - Il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette ha partecipato alla conferenza stampa, tenutasi a Catanzaro, sull'operazione antimafia Stige. Oggi la conferma delle sue parole, e dai dati ancora frammentari che si hanno si intuisce che il Procuratore della Repubblica di Catanzaro questa volta è andato giù duro con le indagini e con le decisioni conseguenti, mettendo alle corde un sistema di potere e di intrecci mafiosi al di sopra di ogni sospetto e di ogni immaginazione. Quando andai da lui gli parlai di un'idea, un sogno che è quello di liberare la Calabria. L'indagine è riuscita quindi a delineare il quadro complessivo degli interessi illeciti gestiti in ambito nazionale e estero dal sodalizio indagato, verificando altresì la disponibilità di ingenti risorse finanziarie che venivano reimpiegate in numerose iniziative imprenditoriali e commerciali nel nord-Italia e in Germania.

L'imprenditore 36enne aveva creato un cooperativa per la gestione del centro di Cirò Marina, che di fatto era amministrato da una sua ditta individuale dallo stesso nome.

L'assetto del sodalizio era espressione delle direttive impartite dal citato Farao Giuseppe ed era chiaramente orientato a privilegiare lo sviluppo imprenditoriale della cosca, affidato ai propri figli e nipoti e sviluppato attraverso il reperimento di nuovi e sempre più remunerativi canali di investimento economico, limitando al massimo il ricorso ad azioni violente ed evitando gli scontri interni ritenuti pregiudizievoli per la conduzione degli "affari".il controllo mafioso del territorio era stato invece demandato ad una serie di "reggenti", fedelissimi del capo cosca. "È una struttura così radicata nel territorio che non necessita neanche più di fare intimidazioni".

Business sull'asse Umbria-Toscana Il business corre sull'asse Perugia-Firenze e nell'estate 2014 Giglio, "che si trova già a Perugia, parte per la Toscana per discutere di 'affari' con il suo uomo di fiducia e procacciatore di lavori, Tridico, sul territorio toscano". I risultati raggiunti hanno consentito di ottenere dal gip catanzararese 13 ordinanze a carico di soggetti stabilmente dimoranti in Germania che sono stati tratti in arresto in esecuzione di m.a.e.

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