Elezioni, Berlusconi contro M5S: 'Più pericoloso dei post comunisti'

Beppe Grillo lascia il M5s

Luci scintillanti, trucco effetto mat, parole ben scandite per arrivare meglio nelle case degli italiani.

Nuovo attacco di Silvio Berlusconi ai pentastellati, questa volta dal salotto "amico" di Barbara D'Urso. E ricordare agli elettori/spettatori che nessuno è convincente ed efficiente come lui.

Roma, 14 gen. (askanews) - "Nel '94 scesi in campo perché altrimenti il partito comunista sarebbe andato al potere, solo con la mia discesa in capo e la creazione di Fi riuscimmo ad evitare questo gravissimo pericolo. Oggi c'è in campo una formazione populista, ribellista, pauperista, quasi più pericolosa dei post comunisti del 1994".

"Il Movimento 5 Stelle è più pericoloso dei post-comunisti del 1994".

Il leader forzista si è mostrato pronto a indossare nuovamente i panni del venditore di sogni. "Pensione minima di mille euro al mese a tutti, anche alle mamme che non hanno versato contributi", è la promessa di Berlusconi.

Ovvero, "una unica aliquota pari o inferiore alla più bassa, al 23%" per far salire "salire il gettito per lo Stato", con le risorse per coprire il minore gettito del primo anno che arriveranno dalla "minore evasione e minore elusione per almeno 40 miliardi". E la colpa "è di Renzi e della sinistra che hanno firmato il trattato di Dublino, che hanno scelto in maniera scellerata di prendersi carico dei migranti che sbarcano in Italia", precisando che "qui il 95 per cento dei migranti arrivati non possiamo trasferirli altrove, dobbiamo tenerceli, individuarli uno ad uno e rispedirli nei Paesi di origine". "Se queste donne percepiscono un reddito di 700 euro, lo Stato verserà la differenza tra 700 e 1550 euro", ha promesso. La povertà è qualcosa che va cancellata. "La gente è delusa dalla politica, è tentata di non votare - ha concluso -".

"In questa situazione non andare a votare è come suicidarsi", poi conclude, sottolineando di essere consapevole di "dire una frase choc". Ma esiste un'Italia comunque che non è rassegnata.

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