Alla Regione LombardiaOggi il nome del successore

Il tour di Attilio Fontana tra le aziende della Bergamasca

Non si candida per il secondo mandato della Regione Lombardia, si fa da parte e presenta come suo successore l'ex sindaco di Varese Attilio Fontana.

Dopo le indiscrezioni circolate ieri al termine del vertice di Arcore tra i leader del centrodestra, è stato lo stesso Maroni a confermare oggi la sua uscita di scena.

La rinuncia di Maroni lascia vacante una casella fondamentale nello schieramento di partenza del centrodestra per il 4 marzo, ma il vuoto non sembra destinato a rimanere tale molto a lungo. Sulle regionali la coalizione conferma che si presenterà con candidati comuni e condivisi.

Il tour di Attilio Fontana tra le aziende della Bergamasca

Maroni non ha escluso l'eventualità che si possa candidare alle prossime elezioni politiche. "Rappresenterà comunque ciò che con le nostre idee e le nostre energie siamo impegnati a cambiare". La loro finta democrazia diretta maschera, come tutti sanno, il potere effettivo di pochissime persone. Decisione che ho preso per motivazioni personali, non c'entrano la salute né altre questioni. Meglio ascoltarlo, allora. "Con la politica ho una lunga storia d'amore, fatta di passione, di sfide, di successi e come tutte le vere storie d'amore che non finiscono mai, rimane" premette Maroni.

A meno di due mesi dall'election day del 4 marzo, dove oltre che per le elezioni politiche si voterà anche per le regionali in Lombardia e Lazio, il passo indietro di Roberto Maroni scuote il centrodestra. Fontana, avvocato, ha inoltre un profilo che può essere gradito anche a Forza talia: quello di un moderato, più di governo che di lotta, più "maroniano" che "salviniano". Candidato in Parlamento? "Se nessuno mi chiede nulla, non mi candido da nessuna parte". O meglio, che tenterà di farlo, perché il ritiro di Maroni, senza dubbio, non fa bene all'immagine del centrodestra e dà una chance in più al candidato Pd, Giorgio Gori.

"Sono a disposizione, so governare" ha detto. Per me Di Maio è Virginia Raggi al cubo. "È una figura che condivido, che conosco e che aiuterò". E dopo 20 anni di lavoro - ha aggiunto - finalmente l'autonomia, grazie al voto referendario dei cittadini, è una realtà ormai a portata di mano. "Non solo siamo competitivi, ma possiamo vincere agevolmente" ha concluso.

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