Maroni: 'Lascio la politica, viva Salvini premier'

Roberto Maroni vs Matteo Salvini/ “Ha usato metodi stalinisti”. La replica: “Non ho tempo per litigare”

Sosterrò il segretario del mio partito come candidato premier. "Basta con le polemiche, non mi occupo piu' di politica perche', come ho detto me ne libero, me ne vado, lascio e cosi' sara'". Io ho appoggiato Salvini come segretario e poi lui mi ha espulso. "Lo sostengo lealmente come candidato premier e adesso mi occupo della Regione per sostenere Attilio Fontana". Nell'intervista al Foglio Maroni ha rilevato un'altra questione: "Devo anche riconoscere che in questi giorni sono stato massacrato dai miei compagni di squadra, che hanno scelto di dare alla mia vita nuova un'interpretazione del tutto arbitraria, mentre sono stato ricoperto di affetto e amicizia da un mondo politico lontano da me, e questo mi ha colpito". Io mi sono sfogato l'altro giorno però adesso basta, la vicenda è chiusa. Che non si è ricandidato e ora dice addirittura di essere pronto a smettere con la politica. "Queste cose si leggono nei retroscena sui giornali".

Dal canto suo Salvini ha preferito aggirare la polemica con un tweet, concentrando tutte le energie sul programma elettorale da presentare agli italiani. "Io sono una persona leale. Ma da leninista, non posso sopportare di essere trattato con metodi stalinisti e di diventare un bersaglio mediatico solo perché a detta di qualcuno potrei essere un rischio". Nel centrodestra, in molti avevano visto il passo indietro dell'ex ministro nell'ottica di un possibile suo impegno come premier di un governo di coalizione da far nascere dopo le elezioni.

"Maroni mi ha detto di avere fatto in Lombardia tutto quello che voleva e poteva".

È durata poche ore la speranza, ampiamente espressa a sinistra, che la rinuncia di Roberto Maroni provocasse uno sconquasso. Il commento di Salvini è subito arrivato via Facebook: "Preferisco usare il mio tempo per lavorare e costruire, non per litigare o rispondere agli insulti". "Se solo volessimo aggiornarlo ai nostri giorni dovremmo dire che l'estremismo è la malattia infantile della politica", ha aggiunto Maroni. E rivela: "Una telefonata mi ha fatto particolarmente piacere: quella di Giorgio Napolitano".

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