Corea del Sud pronta a vietare Bitcoin e la criptomoneta cade

Blockchain rotta con Bitcoin

Il 2009 infatti è stato l'anno dopo la bolla finanziaria del 2008 che mise in ginocchio decine di istituti di credito e serviva una bella svolta nel decentralizzare i metodi di pagamento ed allora il Bitcoin di Satoshi Nakamoto sembrava la risposta giusta, ma fino al 2016 nessuno o quasi ha dato peso a questo metodo ma oggi siamo qui a parlare di tutt'altra storia, il futuro dei pagamenti. Valuta che ultimamente ha subito dei continui saliscendi, anche se ultimamente pare essersi stabilizzata attorno ai 14mila dollari (con una performance che è quindi fortemente in ribasso rispetto a quella che si preannunciava fino a qualche settimana fa, ma che segna comunque un +200% su base trimestrale e un +1564% su base annua). Le motivazioni sono varie, tra cui la prima è l'interesse del momento su questo tipo di investimenti, catalizzato appunto dagli eventi che riguardano i bitcoin. La rimozione di una grande porzione della rete rallenterà pertanto anche il numero di nuovi bitcoin estratti, causando una carenza che a sua volta comporterà probabilmente un altro aumento di prezzo. Il clima si sta facendo sempre più complicato, e per chi specula con i bitcoin diventa sempre più complicato. Oltre a questo si deve poi considerare che ci sono appositi strumenti adatti a fare trading con le diverse monete digitali disponibili al mondo, come ad esempio coinbase.

Una questione di soldi.

Il ministro Park, a questo proposito, ha detto senza mezzi termini: "Siamo preoccupati della piega che sta assumendo il denaro virtuale". Se invece tale valuta dovesse percorrere la medesima strada dei bitcoin, allora l'investimento ci renderebbe ricchi nel corso di pochi mesi.

Il governo della Corea del Sud ha avviato il primo passo ufficiale per mettere al bando lo scambio di criptovalute all'interno del paese: una mossa shock che fa raggiungere il picco all'escalation di notizie e colpi di scena avviata nell'ultimo scorcio dell'anno appena concluso, con il fallimento della piattaforma di scambio bitcoin Youbit a seguito di un pesante attacco hacker e proseguita con la raffica di ispezioni ordinate dal governo centrale su 6 istituti bancari che trattano bitcoin.

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