Congedo per i papà lavoratori: i giorni salgono a 5, come ottenerli

Abruzzo licenziato per abuso del congedo parentale

Ottenuto il congedo, il genitore ha diritto ad astenersi dal lavoro fino ai primi otto anni di vita del bambino, percependo soltanto fino al terzo un'indennità pari al 30% dello stipendio. Ora la sezione lavoro della Cassazione ha confermato la decisione dei giudici aquilani.

E sembra che questo papà abruzzese non avesse ben chiato il concetto, visto che "per oltre la metà del tempo concesso a titolo di permesso parentale" non aveva "svolto alcuna attività a favore del figlio".

La Corte Costituzionale ha avuto modo di precisare che la tutela della paternità si risolve in misure volte a garantire il rapporto del padre con la prole in modo da soddisfare i bisogni affettivi e relazionali dei bambino al fine dell'armonico e sereno sviluppo della sua personalità e del suo inserimento nella famiglia.

I Giudici spiegano ancora: "conta non tanto quel che il genitore fa nel tempo da dedicare al figlio, quanto piuttosto quello che invece non fa nel tempo che avrebbe dovuto dedicare al minore".

La condotta del genitore che abusa del congedo parentale è contraria ai doveri di diligenza e buona fede nei confronti del datore di lavoro, il quale, da un lato, si vede privato ingiustamente della prestazione lavorativa del dipendente e, dall'altro, perde anche la fiducia in questi riposta.

Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto; ai fini dell'esercizio del diritto il genitore è tenuto, salvi i casi di oggettiva impossibilità, a preavvisare il datore di lavoro secondo modalità e criteri definiti dai contratti collettivi, e comunque con un periodo di preavviso non inferiore a quindici giorni. Tornando alla Svezia, sin dal 1971 è stata la prima nazione al mondo a prevedere il congedo condiviso. Per incoraggiare una distribuzione più equa nella cura dei figli il governo svedese concede per ogni nuovo nato 480 giorni di congedo parentale retribuito, che entrambi i genitori possono spalmare sulle esigenze personali, a patto però che ciascuno dei due usufruisca di un periodo minimo di tre mesi. L'obiettivo è sia far partecipare i papà alla vita familiare, che non far ricadere sulle sole donne l'onere della cura. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale.

Correlati:

Commenti


Altre notizie