Leu osteggia Gori e appoggia Zingaretti

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Il leader di Liberi E Uguali Pietro Grasso si è invece espresso così: "Siamo un progetto politico plurale, è normale che ci siano posizioni diverse. Serve una proposta alternativa di sinistra rispetto a quella della destra". "Proviamo a trovare un'intesa in Lombardia e nel Lazio" dice ai cronisti di Montecitorio Bersani. "Vediamo che succede nelle prossime ore".

"Ci stiamo lavorando, non abbiamo bisogno di appelli, lo sappiamo anche noi che l'unità sia meglio delle divisioni, è come dire 'Viva la mamma'", aggiunge Bersani a Radio Popolare.

Per quanto riguarda la Regione Lazio, "non sostenere Zingaretti, un uomo di sinistra, è un errore perché dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri". "Gli appelli non bastano, il giudizio è di merito, politico". Un dato questo che renderebbe più 'digeribile' per Sinistra Italiana l'accordo nel Lazio. Sono preoccupato perché non vedo prevalere quello spirito di coalizione che è sempre indispensabile per vincere una competizione elettorale. Mentre il segretario di Si Nicola Fratoianni chiude la porta a qualsiasi intesa su Gori: "Io domani parteciperò all'assemblea di Leu in Lombardia per indicare il candidato di Liberi e Uguali alla regione". "Non ci sono margini per riaprire la discussione fatta in questi mesi e siamo pronti a eleggere un candidato presidente".

Secondo Paolo Cento, "da più parti, ultimo il governatore toscano Rossi, si continua ad usare l'argomento del fronte contro le destre per costruire alleanze con il Pd alle prossime elezioni regionali" ma "si vince sulla discontinuità e non sul frontismo".

"Nelle regioni - prosegue l'esponente di Sinistra Italiana - la questione vera e decisiva sono i programmi di cambiamento radicale ad esempio sulla sanità pubblica, sulla mobilità dei cittadini, la riconversione ecologica".

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